Il Tirreno

Livorno

Da 40 anni vende frutti di mare in piazza Roma

Da 40 anni vende frutti di mare in piazza Roma

«Ho iniziato a pescare da bambino, non sapevo nemmeno nuotare»

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 Dagli anni Settanta vende frutti di mare in piazza Roma e dal suo palcoscenico osserva una Livorno senza più anima. Un tempo a Livorno in ogni angolo c'era un chiosco dove si vendevano frutti di mare. Ora ne sono rimasti una decina. E fra questi uno dei più famosi è quello di Vittorio Panattoni, l'arsellaio, in piazza Roma, da quarant'anni punto d'incontro di chi vuole muscoli e arselle di prima qualità.  «Prima andavo a pesca - spiega Panattoni - ci sono andato per quarant'anni. Ma ora non ce la faccio più e compro tutto da un pescatore che mi porta prodotti nostrali, non come quelle che vengono dalla Francia, che se si mangiano, con rispetto parlando, danno le gocciole alle ossa, fanno venire insomma il mal di pancia e non sanno di niente».  Un mestiere quello dell'arsellaio Vittorio che è stato tramandato da padre in figlio e che gli ha dato non poche soddisfazioni. «Ho cominciato ad andar per arselle a dieci anni, non sapevo nemmeno nuotare e ricordo che mi buttai in acqua pensando: "O imparo o affogo"».  Da allora Panattoni non si è più fermato. «All'inizio - ricorda - andavo a vendere i frutti di mare per le strade con il barroccino e le tinozze di legno e poi mi sono fatto la baracchina, dove arrivo alle 7 ogni giorno ad aspettare i clienti e dove vengono persone anche da fuori per comprare i miei muscoli».  Panattoni è legatissimo alla sua Livorno che però trova cambiata in peggio. «Prima almeno c'erano l'amor proprio e la solidarietà: ora se casca uno per strada la gente tira di lungo», dice aggiungendo con rammarico: «All'epoca mia ci si alzava la mattina e si sentiva cantà. Adesso invece hanno tutti il nervoso, dai il buongiorno alla persone e non ti rispondono nemmeno. Siamo diventati dei cacabullette!».  «Senza contare - ironizza - che oggi di livornesi veri non se ne vedono più. Siamo rimasti in tre: io, i Quattro Mori e la Befana».  A chi gli chiede un parere sulla situazione di piazza Roma, da un po' di tempo sotto accusa per la trascuratezza spiega: «Sono anni che questo posto è così ma nessuno fa niente. Un po' di giorni fa è venuto il sindaco con altri tre o quattro che non ho capito chi erano. Ha detto: "Che piazza disastrata!". E io: "Aspettate la banda per levare il distributore?" E lui: "Allora togliamo anche la tua baracchina e tutte le altre". Gli ho risposto: "Va bene così vengo a vendere le arselle sulle scale del Comune!". E Cosimi: "Io ti fò arrestà!". E io: "Ma quando sorto di prigione ci ritorno!"». M.A.S.

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di Redazione web