Il lutto
Le richieste della comunità islamica: in trecento preghiamo stipati in un garage
L'Imam: vogliamo la moschea invece la sinistra parla e basta
Pasquale Napolitano
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I fedeli mentre pregano, stipati come sardine 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La comunità musulmana di Livorno lamenta una forte discriminazione. Tante le difficoltà denunciate: dal peso politico in Comune allo spazio destinato alle preghiere. I fedeli si ritrovano cinque volte al giorno in un fondo commerciale presente in via Oberdan: anche più di trecento persone in circa cento metri quadri. «Non siamo riusciti ad ottenere niente - afferma l'Imam Abdelghani Bouchari - nonostante le numerose richieste. Siamo anche disposti a contribuire alle spese per la costruzione di una nuova Moschea». E, ricordando le polemiche su come dovrebbe venire la facciata della Moschea a Firenze, sottolinea: «A noi non interessa la forma, ma la sostanza». L'Imam attacca duramente Cosimi: «La politica della sinistra è inconcludente: chiacchierano tanto ma non fanno nulla. Io ho lavorato molto per Cosimi durante la campagna elettorale - continua l'Imam - convincendo personalmente tutti i fedeli con cittadinanza italiana a votarlo». E il presidente del Coordinamento delle comunità straniere Diop Mbaye torna anche sulla fiaccolata di mercoledì, giudicata inopportuna: «Taradash mi ha invitato ma io non sono andato per evitare ogni tipo di strumentalizzazione. Non vogliamo schierarci politicamente, ma semplicemente far ascoltare la nostra voce». Diop fa appello sia al sindaco che all'opposizione: «Siamo pronti ad incontrare chiunque. Vanno analizzate seriamente tutte le problematiche legate all'immigrazione, compreso il diritto a praticare la propria religione». E tra i tanti problemi c'è quello della clandestinità, che per il presidente Diop Mabye non dovrebbe essere considerata un reato: «Nessuno è clandestino per scelta; diventiamo clandestini perché qualcuno vuole farci essere tali. Non sarebbe nemmeno lungo il percorso da fare per regolarizzare tutti». Un altro aspetto sottolineato dai rappresentanti della comunità musulmana è una scarsa rappresentanza nel consiglio comunale. Lo scorso anno è stata istituita una tavola delle religioni ma, afferma Diop, «i musulmani sono gli unici a non avere un luogo di culto in città, pur non essendo in minoranza». Messaggi di solidarietà alla condizione dei musulmani sono arrivati anche da parte delle altre religioni, ma l'Imam chiede di andare oltre le parole: «Bisogna collaborare altrimenti si alimenta solo odio». E, riferendosi alla provocazione del reverendo Terry Jones di bruciare il Corano, aggiunge: «Io non oserei mai fare una cosa del genere con la Bibbia. È necessario rispettarsi; una persona religiosa non può permettersi di dare la colpa a noi per quanto accaduto l'11 settembre». Secondo l'Imam i musulmani hanno già pagato inutili discriminazioni dopo l'attacco alle Torri Gemelle ed «è inutile creare ulteriori tensioni». Tra tre mesi circa ricorre il giorno del pellegrinaggio alla Mecca: la comunità musulmana si aspetta di poter celebrare l'evento degnamente e senza limiti: «Natale e Pasqua vengono colorite con interventi e soldi di tutti i contribuenti, cioé anche musulmani. Vogliamo ricevere la stessa attenzione».
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