Il Tirreno

Livorno

In porto sbarcano i genovesi

Cristiano Meoni
In porto sbarcano i genovesi

Alleati con i portuali nella Tdt, finisce una storica rivalità

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 LIVORNO. Arrivano i genovesi. Eccoli entrare in porto dall'ingresso principale: quello della banchina più grande e pregiata, Tdt, dove ogni anno vengono sbarcati centinaia di migliaia di contenitori. Livornesi e genovesi finora sono stati concorrenti. Adesso, con l'accordo firmato dal presidente della Compagnia Portuale Raugei e dal presidente di Gip Negri, sono diventati soci. Strano epilogo: sinora le disavventure di Genova hanno sempre coinciso con i successi di Livorno: se laggiù si scioperava, qui si gioiva perchè le navi arrivavano più cariche, e viceversa.  Di fatto la Compagnia Portuale cambia partner: non più Contship - emanazione italiana della multinazionale tedesca Eurokai - ma una cordata di imprenditori genovesi, riuniti nella società Gip, che possiede già i due terminal contenitori sotto la Lanterna: il Sech e il Vte. L'affare è fatto e si chiuderà in due tempi. Giovedì - un giorno prima del termine previsto dagli accordi societari - la Compagnia rileverà il 50% di Contship per 20 milioni, acquisendo il 100% di Tdt. Poi, intorno al 26 settembre, venderà il 50% ai genovesi. Il preliminare per il passaggio delle quote da Compagnia a Gip è stato firmato e dai genovesi è stata versata la relativa caparra. Proprio come succede quando si compra una casa.  E' l'affare più grosso fatto in porto negli ultimi dieci anni. Perchè Tdt è il terminal di gran lunga più importante, perchè il traffico di contenitori è quello decisivo. E perchè passano di mano 20 milioni di euro, che non si trovano dietro l'angolo: tant'è che la Compagnia - per liquidare Contship entro la scadenza del 17 settembre - se li deve fare anticipare dalle banche - certe che li riavranno entro poche settimane dai genovesi. Ma è forse ancor più rilevante la portata simbolica dell'operazione, che concretizza un'alleanza dei porti dell'Alto Tirreno più volte evocata, mettendo fine a una concorrenzialità storica.  Certo resta anche un'incognita: perchè, mentre imbarca i genovesi, la Compagnia Portuale scarica l'unico partner con un respiro mondiale oggi presente in porto: la multinazionale tedesca Contship Eurokai. E non è affatto detto che in Darsena Toscana subentri, in un secondo tempo, il colosso di Singapore Psa, già alleato di Negri e C. a Genova.  Dicono che Psa non sia indispensabile, perchè i rapporti con gli armatori li hanno comunque Negri (che rappresenta le compagnie Yang Ming e Uasc) e soci (Gastaldi è agente di Hanjiin). Forte di questo portafoglio clienti, l'imprenditore genovese ha promesso di portare a Livorno entro primavera fra i 40-70 mila contenitori: concentrerebbe su Tdt tutto il carico delle linee che arrivano dall'Asia, che oggi scaricano anche a Genova.  Per scongiurare i problemi di "governance" - chi comanda, insomma - che sono stati alla base del divorzio con Contship saranno cambiati i patti parasociali. Saranno diminuite le deleghe all'amministratore delegato - che sarà espresso dai genovesi - mentre tutte le questioni più importanti saranno portate nel consiglio d'amministrazione, dove sono rappresentati entrambi gli azionisti. In più Tdt - che sinora si appoggiava alla rete di Contship - avrà una struttura commerciale autonoma.  Contship si ritira a La Spezia, da dove farà una concorrenza serrata agli ex soci: potrebbe portare con sè la compagnia Msc.

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