Il Tirreno

Livorno

«È in cielo, radiosa Con le medaglie al collo e il fioretto in mano»

Mario Orsini
«È in cielo, radiosa Con le medaglie al collo e il fioretto in mano»

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Commosso e affettuoso addio a Silvia Pierucci. In tutto, a salutarla, oltre cinquecento persone. Troppo piccola la chiesa dei Sette Santi per contenerle tutte. Troppo piccoli i loro cuori per racchiudere il dolore. Troppo minuscoli i loro occhi per trattenere le lacrime. Sulla bara, circondata di fiori, una gigantografia con il volto radioso di Silvia. In prima fila i parenti più stretti. Silvia con la sua bellezza e purezza d'animo era amata da tutti. «Non è morta. Lei è viva e felice con gli angeli. La cosa più bella da fare adesso è pregare», afferma nell'omelia il parroco don Daniele Drago.  Un reverendo capace di far vibrare le corde dei sentimenti e dare attualità alla fede. Quella fede che è stata sempre amica e compagna di Silvia, l'ha sorretta nei momenti difficili, anche durante la devastante malattia che l'ha annientata. «Adesso ci piace immaginare Silvia, con le medaglie al collo, il suo amato fioretto in mano, mentre corre felice e radiosa in paradiso»: strozzate dal pianto e dai singhiozzi le dolci parole della sorella Simona, quando il parroco ha dato spazio agli interventi, alla fine della cerimonia religiosa. Dopo Simona a far vibrare le corde della commozione è stato il professor Paolo Macchia: «Il dolore esplode nel pianto e il pianto si trasforma in parole» è la prolusione al suo partecipato e sentito intervento. Scosso, come non mai, il maestro Paolo Paoletti: «L'ultima volta che l'ho vista è stata alla fine di maggio. Era radiosa per quella maternità stupenda e consapevole che doveva arrivare. Sono distrutto. L'ho vista piccina e poi crescere e farsi donna come mia figlia Luisa. Non posso credere che sia scomparsa». Pure Paolo Paoletti, come gli sciabolatori, ha lasciato momentaneamente il ritiro della nazionale di Norcia per esserle vicino. Una famiglia della scherma davvero ben rappresentata a tutti li livelli. Alcuni dei presenti? Aldo Montano con la compagna Antonella Mosetti, Un Montano muto per il dolore. Poi Andrea Baldini, Valerio Aspromonte, Marco Ciari, Arianna Errigo, Elisa Di Francisca, Ilaria Salvadori, Francesco Martinelli, Irene Vecchi, Olga Rachele Calissi, Giulia e Benedetta Baldini, Simone Vanni; i maestri: Nicola Zanotti, Lorenzo Paoletti, Marco Vannini ed Enrico Di Ciolo. E poi gli olimpionici Rolando Rigoli, Carlo Montano e Mauzzino Montano con la signora Paola. I presidenti: Andrea Bichisecchi e Luisa Paoletti. Enrico Baldini con la signora Rita. I coniugi Marinari. Il preparatore Franco Fabbri. Il vicepresidente della federazione Andrea Cipressa: «Sono qui a titolo personale per l'amicizia che mi legava a Silvia. Una nostra figlia, una ragazza meravigliosa. Sono contento che in questo momento di dolore le siano a fianco tanti nostri ragazzi della nazionale». Con il volto solcato dalle lacrime Andrea Baldini. «Un'amica stupenda, un riferimento insostituibile. Conservo gelosamente una foto del mio primo successo a livello regionale. Lei, e il mio maestro di allora l'ungherese Fedenc Gulacsi, sono al mio fianco». Volto segnato dal dolore anche quello di Olga Rachele Calissi: «Con Silvia se vanno la mia psicologa, la mia sorella più grande e un pezzo del mio cuore».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web