Il Tirreno

Livorno

Villa Perti, dietrofront Il Pd minaccia il no la giunta ritira tutto

Juna Goti
<b>CONSIGLIO COMUNALE.</b> Per il sindaco Alessandro Cosimi una mattinata difficile in consiglio comunale: l&#146;altol&agrave; della maggioranza lo ha costretto al dietrofront sul caso Villa Perti. Qui a fianco a sinistra: Marco Cannito leader di Citt&agrave; Diversa
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CONSIGLIO COMUNALE. Per il sindaco Alessandro Cosimi una mattinata difficile in consiglio comunale: l’altolà della maggioranza lo ha costretto al dietrofront sul caso Villa Perti. Qui a fianco a sinistra: Marco Cannito leader di Città Diversa

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 LIVORNO. La maggioranza (Pd incluso) avrebbe votato contro: così la giunta è stata costretta a ritirare il provvedimento. I colpi di scena, nella storia infinita di villa Perti, non sono mai mancati: ma l'ultimo è il più rumoroso. Almeno in casa Pd. Ieri il consiglio comunale avrebbe dovuto votare un provvedimento che la giunta aveva approvato per rendere possibile l'esproprio di parte del parco di villa Perti, al centro di un acceso botta e risposta tra i proprietari e gli abitanti della zona: se fosser arrivato il sì, un milione di euro sarebbe passato dall'area verde della Rsa Boccaccio al viale Mameli. Ma si è subito scatenato un terremoto.  Il sindaco Cosimi tiene ancora importante chiudere questa partita: «Penso che gli impegni formali presi con i cittadini debbano essere l'elemento che guida l'amministrazione. Ma ciò che è stato detto dagli uffici è tecnicamente inappuntabile»: cioè l'esproprio del giardino (passato da area a verde a parco storico) «vale un milione di euro». Poi aggiunge: «Eticamente valide le posizioni sia della maggioranza che della giunta: per la maggioranza l'esproprio era troppo oneroso in un momento di crisi, l'amministrazione voleva fare il possibile per riacquisire quel terreno».  Diplomatico il capogruppo Pd, Gabriele Cantù: «Se l'amministrazione non avesse ascoltato le nostre perplessità avreste detto che è sorda». Ma i recenti scontri in casa Pd non sono passati inosservati: a partire da Del Corona («le urgenze dei quartieri nord meriterebbero la precedenza»).  Sia la maggioranza che le opposizioni hanno accolto «con soddisfazione» il dietrofront della giunta anche se, dice Russo (Pdl), «ora non dimentichiamoci di quel fazzoletto di terra». Va detto che l'intera villa è stata pagata quasi quanto oggi viene chiesto al Comune per espropriare solo una piccola parte di parco. «Ma la legge - dice Cosimi - non lega il prezzo di acquisto al prezzo di esproprio».  «Siete dilettanti allo sbaraglio», grida allora Tamburini (Pdl), che in commissione aveva già votato no al provvedimento («il Comune avrebbe dovuto evitare un contenzioso andato avanti per anni»).  «Quando il gruppo Pd è contrario a un atto, quest'atto sparisce dall'ordine dei lavori», commenta Amadio (assente dal consiglio). «Ma non finisce qui, continuerà a portare avanti la mia battaglia».  In aula alcuni rappresentanti del Comitato residenti assistono alla discussione. «Niente croci addosso a nessuno, - commenta Laura Camilletti - siamo rimasti male. Ma ho parlato con tutti i capigruppo: con una cifra così elevata non potevano votare sì. Però il Comune non smetta di tenere sotto controllo il parco».

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di Redazione web