Gioco
Taradash: razzismo contro di noi
Cosimi: no a ogni violenza ma manifestazione inopportuna
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LIVORNO. Che tra il sindaco Cosimi e il leader Pdl Marco Taradash, non ci sia proprio aria di pace si respira già dal minuto di silenzio per il sindaco di Pollina assassinato alcuni giorni fa. Ma il clima si fa ancor più caldo quando la discussione sulla fiaccolata che, organizzata mercoledì sera dal Pdl, ha finito per scontrarsi con un contro-movimento guidato dai centri sociali e gruppi di sinistra. «Livorno non ha un sindaco - attacca Taradash - ma un capo popolo. Il Pdl ha fatto il suo dovere: non abbiamo strumentalizzato un caso isolato, l'episodio di via dei Mulini è l'ennesima proiezione sulla scena sociale di scelte politiche sbagliate. Qui c'è un unico razzismo ed è contro coloro che fanno opposizione». Il capogruppo del Pdl parla di «militanti miti e coraggiosi presi di mira da vigliacchi che per avere la protezione del sindaco si sentono autorizzati a fare qualunque cosa». Cosimi non ci sta: «Chi conosce questa amministrazione sa che non abbiamo mai ammiccato ai centri sociali, che anzi spesso ci hanno criticati. Fin da subito abbiamo condannato le manifestazioni di intolleranza, ma non fate passare Livorno per quello che non è: questa città ha sempre consentito a tutti di esprimersi». Poi rincara: «Le aggressioni di cui parlate? Non voglio pensare a strumentalizzazioni eccessive, ma dalla questura e dal comando dei vigili urbani non ho ricevuto conferme». Il sindaco, insieme ad altri esponenti di maggioranza e opposizione, ripete che «fermo restando la condanna per eventuali atti di violenza, dal punto di vista politico la manifestazione è stata inopportuna». Giannini (Sel) la bolla come azzardata: «Quando avete capito che il territorio avrebbe recepito la fiaccolata come una provocazione avreste dovuto fare un passo indietro». «Non ci servono sceriffi di quartiere», interviene Tiziana Bartimmo (Prc-Pdci). E il capogruppo Pd Gabriele Cantù chiude: «Giocare sull'emotività della gente non vi porterà da nessuna parte. Anche la vittima dell'aggressione di via dei Mulini è intervenuta per fare da paciere». J.G.
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