Gioco
In preghiera stipati come sardine
Pasquale Napolitano
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La preghiera dei musulmani per la fine del Ramadan Ramadan, centinaia nell'officina adibita a moschea
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LIVORNO. Poco più di cento metri quadri, due ventilatori, una sola uscita: «Siamo costretti a pregare qui». Concluso il Ramadan, il presidente del coordinamento delle comunità straniere Diop Mbaye denuncia le condizioni in cui pregano i musulmani presenti a Livorno. Un'ex officina di via Oberdan trasformata in Moschea è diventata il luogo di ritrovo dei numerosi fedeli che chiedono a gran voce una nuova struttura: «Purtroppo - spiega Diop - siamo obbligati anche ad escludere le donne perché lo spazio è estremamente ridotto». Viene contestata inoltre una totale disattenzione da parte dei politici: «Nessuno ha mai risposto ai miei inviti», lamenta il presidente. «Vorrebbero solo strumentalizzarci - aggiunge - come ha provato a fare Taradash invitandoci alla fiaccolata di mercoledì». L'Imam Abdelghani Bouchari critica l'operato di Cosimi, «cui la comunità ha portato non pochi voti». Nonostante qualche scritta offensiva, prontamente cancellata, il quartiere non è assolutamente infastidito dalla presenza dei musulmani. «Anche le altre religioni - conclude Diop Mbaye - dovrebbero sostenerci».
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