Gioco
Gli amici piangono Silvia «Dalla pedana agli studi una vita da campionessa»
Mario Orsini
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Silvia Pierucci (a destra) con la sorella Simona, a sin. il fratello Giuseppe 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La grande famiglia della scherma, si è stretta intorno alla famiglia Pierucci. Fin dalla prima mattinata di ieri in tanti, centinaia di persone, sono saliti al quinto piano della casa di via Goito, dove era stata allestita la camera ardente. Tra loro tanti schermitori, dirigenti sportivi, ma anche molte persone comuni. Il perché è facile capirlo. Silvia, prima come gran fiorettista, poi come arbitro internazionale e psicologa, era conosciuta, apprezzata ed amata, a tutte le latitudini, in Italia ma anche all'estero. Nel pomeriggio sono arrivati anche gli sciabolatori. Per starle vicino per l'ultimo saluto, avevano lasciato momentaneamente il ritiro con la nazionale di Norcia. Tra loro Aldo Montano con la compagna Antonella Mosetti entrambi con il volto tirato, Marco Ciari con le lacrime agli occhi, Irene Vecchi visibilmente scossa e il maestro Nicola Zanotti. Il ricordo. Zanotti, gli occhi lucidi e la voce rotta dalla commozione, parla dell'amica come "una persona gentile, solare, squisita, sempre disponibile. Un punto di riferimento importante per le nostre ragazze della sciabola. Ci mancheranno i suoi sorrisi, la voglia di vivere e la sua professionalità". A portarla via un male incurabile, dopo appena due mesi di sofferenza. Quel male con cui ha cercato di lottare fino all'ultimo sfidandolo a testa alta. "Era forte e piena di vita. Preoccupata più di chi le stava vicino che di se stessa. Convinta di poter vincere anche quella battaglia come aveva fatto tante volte in pedana". A fare da collante alla loro quasi trentennale amicizia, sbocciata da bambini sulle pedane del Fides, la comune passione per la scherma. Campionessa. Silvia Pierucci già da piccolina con il fioretto in mano aveva vinto molto ed era entrata presto nel giro della nazionale giovanile. Tra i suoi successi più belli un campionato italiano allieve nel 1990. A vent'anni invece di proseguire nella carriera agonistica aveva fatto il salto della barricata e iniziato ad arbitrare. Grazie ad un formidabile talento aveva bruciato le tappe. In poco tempo era diventata arbitro nazionale e poi internazionale. Una passione condivisa con la sorella, più grande, Simona e successivamente con il fratello Giuseppe, grandissimo fiorettista a livello nazionale ed internazionale e più giovane di tre anni. Dieci e lode. Anche tra i banchi di scuola aveva sempre dimostrato di avere una marcia in più. Fin da piccolina nelle aule dell'istituto Sacro Cuore e poi alle magistrali. Proprio alle elementari come compagni di classe aveva avuto i maestri Athos Tanzini e Diego Pardini: "Silvia era una persona splendida lascia un vuoto difficile da colmare". La laurea in psicologia, conseguita a Padova, le aveva spalancato nuovamente, per altre direzioni, le porte della nazionale. Sempre vicina. Per un paio d'anni, prima di volare in Cina, il ct della sciabola Christian Bauer l'aveva voluta al suo fianco. Una collaborazione che le aveva consentito di stringere una sincera amicizia con le sciabolatrici, in particolare quelle che si allenano a Livorno. "Era un ottimo punto di riferimento, qui in città, oltre che per Alessandra Lucchino, Irene Vecchi, Ilaria Bianco, anche per me, per il preparatore Franco Fabbri e il fisioterapista Zaccagna", spiega Zanotti. "Durante gli europei, anche quando il male stava prendendo il sopravvento ha continuato a sostenere le nostre atlete con messaggi e telefonate a tutte le ore. Irene Vecchi, la più giovane del gruppo era legatissima a lei e la considerava una sorella maggiore". I funerali. L'anno scorso aveva coronato il suo sogno d'amore sposandosi con Furio Ginori, commercialista di Genova e membro della commissione arbitrale della Fis (federazione italiana scherma). Tra coloro che volevano esserle vicino, per l'ultimo saluto, anche il maestro Bauer. Per ragioni di lavoro non è potuto venire a Livorno ma ha mandato dei fiori. I funerali oggi alle ore 10,30 nella chiesa dei "Sette Santi".
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