Sicurezza
Componentistica, un'intesa per rialzarsi
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A sinistra: operaio Trw in fabbrica. Sopra il titolo: Enrico Pedini (Fiom Cgil) Confindustria: è la strada giusta per far decollare finalmente l'innovazione
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LIVORNO. Il protocollo d'intesa messo nero su bianco ieri in Regione sul comparto auto è importante per due motivi. L'uno: dà «adeguata rappresentanza per le esigenze delle aziende toscane nei tavoli nazionali dove si affrontano le problematiche del settore auto». L'altro: mira a «realizzare un programma di interventi a supporto» del settore su «innovazione, riqualificazione e aggiornamento professionale degli addetti». A sottolinearlo è la Confindustria segnalando «i frutti dell'intenso lavoro» svolto dal proprio sistema territoriale toscano. Le firme sono quelle di Confindustria Toscana, della Regione, degli enti locali e dei sindacati regionali. In vista della firma del protocollo, nei giorni scorsi nella sede degli industriali si è riunito il "Tavolo per la componentistica": in campo tutte le aziende del comparto di Firenze, Livorno e Pisa. «Con questa firma - spiega Umberto Paoletti, direttore della Confindustria labronica - viene sancita la rilevanza strategica del comparto componentistica auto per l'economia regionale e per la Provincia dove sono insediati stabilimenti "automotive"». Adesso - aggiunge - c'è bisogno di «dare concretezza» a questa svolta: secondo Confindustria i laboratori di ricerca e sviluppo esistenti in Toscana («e in particolare il Compolab, nato specificamente per la componentistica ed operante nell'area livornese, rappresentano importanti strumenti di supporto»). Paoletti chiede di valorizzare Compolab come «soggetto facilitatore della creazione di una filiera toscana della fornitura per le multinazionali della componentistica auto». Anche il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, mette l'accento sull'importanza di questo protocollo d'intesa («in un periodo come quello attuale, segnato da numerose crisi aziendali, si riesce comunque a muovere un importante passo verso il rilancio e lo sviluppo dell'industria»). L'accordo, in «un momento di totale assenza di politiche industriali da parte del governo anche nel settore dell'automobile» - viene sottolineato - è volto non solo a valorizzare il settore manifatturiero, che nella provincia di Livorno conta oltre 2000 addetti nel ramo della componentistica, ma vuole richiamare l'attenzione anche sulla salvaguardia del territorio e la riqualificazione delle aree industriali.
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