Il Tirreno

Livorno

Cassa integrazione quasi esaurita

Luca Dal Canto

Allarme nel settore auto. La Cgil: rischiamo di perdere centinaia di posti

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 LIVORNO. «O ci sarà una svolta seria (a livello sia locale che nazionale) o per centinaia di lavoratori del settore della componentistica auto sarà un periodo nero». E' questo il preoccupante campanello d'allarme lanciato dalla Fiom Cgil guardando a un 2011 che fa immaginare un orizzonte senza molte speranze per l'industria metalmeccanica livornese.  «La crisi che dal 2008 colpisce questo settore non accenna a terminare», afferma Enrico Pedini, dirigente dei metalmeccanici in casa Cgil: «In 2 anni si sono persi più di 500 lavoratori e altre centinaia sono stati messi in cassa integrazione, prima ordinaria e poi straordinaria. Tutte indennità che stanno per terminare e che, per adesso, lasciano intravedere all'orizzonte soltanto licenziamenti».  Pedini cita molte aziende che rischiano di mandare a casa dipendenti al termine delle indennità. La Magna e la Trw in primis. «La crisi va avanti da circa 25 mesi. Ha colpito tutti. Grandi e piccole aziende e anche il cantiere di Livorno non è più quello di un tempo».  La causa di questa drastica riduzione dei volumi di lavoro - che si attesta intorno al 25/30% - è soprattutto la fine degli incentivi statali sulle auto. «La situazione della Mtm, ad esempio, ci preoccupa molto. A inizio ottobre dovremmo sapere qualcosa sul destino di molti dei suoi lavoratori, ma i livelli bassi di vendita delle auto non lasciano ben sperare. Ed infatti il prossimo mese Mtm lavorerà con solo due linee».  Pedini preannuncia che sarà sempre «attivo e democratico» il ruolo svolto dalla Fiom Cgil: «Non siamo per i discorsi o per le ideologie, come molti fanno credere. Abbiamo compreso che coinvolgendo direttamente i lavoratori nelle problematiche dell'azienda, essi rispondono positivamente, scendendo anche a compromessi temporanei pur di salvaguardare l'esistenza dell'azienda e quindi della loro occupazione. E i lavoratori lo hanno capito. Abbiamo sempre più iscritti e, nelle Rsu delle maggiori aziende del territorio, vantiamo un largo consenso con oltre il 50% dei voti: talvolta, come nel caso della Magna, con punte del 73%».  Il dirigente sindacale assicura che la Fiom Cgil non starà con le mani in mano e soprattutto si distanzierà dalla strada intrapresa da Cisl e Uil. «Non vogliamo che i diritti dei lavoratori vengano minati. Ci sono già in programma uno sciopero di 4 ore e una manifestazione a Roma il 16 ottobre. Devo dire che siamo contenti dell'accordo raggiunto giovedì con la Regione Toscana sulle azioni da intraprendere nel settore della componentistica».  Meno d'accordo, invece, con la proposta della Provincia di rimettersi a discutere su quali siano le potenzialità e le criticità del territorio. «Basta: le qualità - sbotta Pedini - ci sono e le conosciamo. Adesso, in base ad esse, si deve creare nuova occupazione, unendo le forze. La situazione è diventata insostenibile e alimenta una tensione sociale non indifferente».

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