Toscana
«Tre sbagli per le analisi del sangue»
La disavventura di un uomo al distretto Asl di Salviano
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LIVORNO. Lui le analisi del sangue le ha fatte due volte, ma tra scambi di tappi delle provette ed errori amministrativi, il risultato non è riuscito ad averlo. Storia particolare quella che è capitata a Walter De Vita, maresciallo capo dell'Accademia navale. A raccontarla è la moglie, che con lui ha vissuto la disavventura. A fine agosto i due sono andati al centro Asl di Salviano. «Mio marito, per una sospetta celiachia - racconta Giusy Lanza, la moglie -, doveva fare gli appositi esami del sangue. Ha fatto il prelievo e il primo settembre sono andata a ritirare il referto». Sul foglio una comunicazione strana. «C'era scritto - prosegue - che il campione non era idoneo, visto che era sbagliato il tappo infilato sulla provetta. Era di colore nero, quello usato per l'emocromo. L'infermiera che ha fatto il prelievo deve aver sbagliato». Poco male, il signor Walter è stato invitato a ripetere le analisi del sangue il giorno successivo. «Ci hanno detto - prosegue la moglie - che avrebbe fatto il prelievo senza passare dall'accettazione. Così abbiamo fatto. Il due settembre siamo tornati alla sede Asl di Salviano, ma al momento del prelievo è nata una scena strana. L'infermiere ci ha detto di andare in accettazione, c'è stata una discussione e poi un secondo operatore si è offerto di fare il prelievo senza farci passare dagli sportelli». Qui un altro intoppo, che moglie e marito non hanno gradito per nulla. «Il prelievo - dice la donna - l'ha fatto un infermiere senza guanti e, visto che non aveva a disposizione un laccio emostatico, ha legato il braccio di mio marito con un solo guanto in plastica. Non è il massimo dell'igiene». La disavventura non è ancora finita. «Il 7 settembre - conclude la donna - è arrivato il referto. C'era scritto, come ci ha spiegato il mio medico curante dato che dal documento non era chiaro, che l'esame non poteva esser fatto perché non si può effettuare quel tipo di test due volte nell'arco di sette giorni. Assurdo, sono stati loro a dirci di tornare dopo che loro avevano sbagliato il tappo della provetta per la prima analisi». Moglie e marito sono arrabbiati e hanno chiesto il rimborso del ticket pagato per le analisi. «Non è per il costo - conclude Lanza -, poco più di 20 euro, ma perché hanno mostrato di essere completamente incompetenti. D'ora in poi andrò dai privati». A.C.
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