Il Tirreno

Livorno

SQUADRISTI CONTRO DI NOI IL SINDACO TACE

Marco Taradash   capogruppo Pdl al Comune

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 A Livorno come a Torino candelotti fumogeni lanciati contro un avversario politico, insulti di ogni genere, minacce di morte a futura memoria. A Livorno qualcosa di più: gruppi di giovani che assalivano a bastonate l'auto di un consigliere di circoscrizione disabile - ma tanto mite quanto coraggioso, all'opposto dei suoi aggressori - cercavano lo scontro fisico con tutti, bloccati solo dal frapporsi di decine di agenti di polizia.  E' solo per un caso che nessuno sia rimasto ferito. Eppure a Torino, accanto alle parole durissime, e vere, di Bersani, vi è stata la denuncia del sindaco Chiamparino contro "un comportamento incivile che va condannato senza se e senza ma".  A Livorno silenzio assoluto. Ho ricevuto un solo messaggio di solidarietà dall'interno del mondo politico che governa Livorno, dall'assessore Mario Tredici, che voglio ringraziare pubblicamente (e spero di non recargli danno). Non una parola dal sindaco Cosimi, se non di scherno verso la manifestazione, non una parola dal presidente della Provincia, non dal segretario del Pd, se mai ve ne fosse uno.  Non abbiamo nulla contro i centri sociali e le loro attività. Non possiamo però tollerare che a loro sia consentito di impedire l'esecizio delle libertà politiche degli altri. E' il sindaco, non questore o prefetto, che si deve fare garante dell'agibilità democratica di una città. E' il sindaco che deve motivare la ragione dei finanziamenti e dei privilegi di cui godano, coi soldi dei contribuenti, i centri sociali. Se praticano la violenza, l'intimidazione, se si sentono padroni del territorio, e lo proclamano off limits per chi non la pensa come loro, è il sindaco che ne deve denunciare i comportamenti da tristi epigoni delle guardie rosse di maoista memoria.  La nostra fiaccolata era contro la sua giunta, signor sindaco, è a lei e ai suoi predecessori che noi imputiamo l'abbandono, la sporcizia, la bruttezza, l'insicurezza, cui ha condannato il centro, e che è la causa scatenante dell'esasperazione dei cittadini di fronte a ripetuti episodi di violenza, criminalità, maleducazione. Ma questo non giustifica il suo farsi complice, nel silenzio, di chi da un lato denuncia a vanvera un razzismo inesistente contro chi ha un colore di pelle diverso, e dall'altro si sente, e più si sentirà, moralmente autorizzato a compiere ogni nefandezza contro chi ha un colore politico diverso.

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di Redazione web