Il Tirreno

Livorno

Sacro Cuore, i 90 bimbi hanno l'asilo

Genitori ieri pomeriggio davanti all’ingresso della materna Sacro Cuore nei locali della parrocchia della Rosa
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Genitori ieri pomeriggio davanti all’ingresso della materna Sacro Cuore nei locali della parrocchia della Rosa

I gestori: i permessi ci sono. I genitori: no a rette più alte

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 LIVORNO. La fondazione Sacro Cuore dice che la scuola materna aprirà regolarmente all'interno dei locali della parrocchia alla Rosa, ma alcuni genitori continuano a protestare. E sottolineano come non ci sia la certezza dell'apertura, ma sopratutto spiegano che, a dispetto di una sistemazione "posticcia" per i loro bambini, dovranno pagare una retta scolastica più alta. Intanto ieri si è svolta la riunione tra le famiglie dei novanta bambini iscritti alla materna della fondazione Sacro Cuore e i gestori della struttura scolastica.  La storia dei novanta bimbi del sacro Cuotore si trascina da mesi. Da quando a giugno le loro famiglie hanno saputo che i piccoli, per l'anno scolastico 2010-2011, avrebbero dovuto abbandonare la sede di via del Pastore. Prima la fondazione aveva prospettato di trasferire i bambini in via Nenni, in un edificio che in passato ospitava un centro danza. Poi, nelle ultime settimane, è emersa l'ipotesi degli spazi presi in affitto dalla chiesa alla Rosa. Nei giorni scorsi il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale - da cui dipendono le scuole paritarie come il Sacro Cuore - ancora non aveva ricevuto nessuno dei documenti necessari per dare il via libera alla nuova struttura scolastica. Ieri però i gestori del Sacro Cuore hanno assicurato di avere tutte le autorizzazioni necessarie, che a breve saranno depositate all'Ufficio scolastico provinciale. Tra l'altro i titolari della struttura educativa fanno sapere che la sistemazione alla Rosa dovrebbe essere momentanea, in attesa che possano regolarmente riprendere i lavori di ristrutturazione dell'edificio in via Nenni.  I genitori però contestano un eccessivo aumento della retta mensile (qualcuno dice che invece di 120 euro al mese le famiglie dovranno pagarne 150), oltre che delle spese per il riscaldamento e il materiale didattico. La scuola invece fa sapere che l'aumento ci sarà, ma non così marcato come pensano le famiglie. A.C.

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di Redazione web