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Prostituzione minorile, arrestati rumeni e livornesi

Prostituzione minorile, arrestati rumeni e livornesi

Facevano arrivare le giovanissime minorenni dalla Romania e le costringevano poi a prostituirsi sulla costa tirrenica. Sono nove le persone tra italiani (due i livornesi)  e romeni arrestate

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PISA. Facevano arrivare le giovanissime minorenni dalla Romania e le costringevano poi a prostituirsi sulla costa tirrenica. Più di una dozzina di ragazze, per lo più tra i 16 e i 18 anni e un giro di affari che a quanto dichiara il questore di Pisa si attestava sugli 800mila euro al mese.

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Sono dieci le persone tra italiani (due i livornesi)  e romeni, arrestate dalla Polizia di stato di Pisa in collaborazione con la squadra mobile di Livorno, che facevano parte dell'organizzazione criminale dedita alla riduzione in schiavitù, introduzione nel territorio dello Stato e sfruttamento della prostituzione di giovani donne tra le province di Pisa e Livorno.

Sette custodie cautelari in carcere hanno avuto come destinatari i due livornesi (il titolare di una pensione dove le ragazze alloggiavano e talvolta ricevevano i clienti) e l'autista che le portava in strada, e cinque romeni, tra i quali una protsituta 'anziana (ha meno di 30 anni) che aveva il compito di sorvegliare al lavoro le ragazze più giovani. Tre le persone sottoposte a fermo, tutte di nazionalità romena e inserite a vario titolo nell'organizzazione che reclutava le giovani in Romania, nella città di Iasi nella Moldavia romena, e sfruttava e gestiva il racket della prostituzione in Toscana.

L'indagine è stata effettuata con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze. L'inchiesta ha preso avvio il primo gennaio di quest'anno, dopo che al pronto soccorso dell'ospedale di Pisa era stata medicata una donna con vistosi segni di sevizie e maltrattamenti.

Gli investigatori sono riusciti a rintracciare la donna che dopo essere stata dimessa era stata segregata e rimpatriata dai suoi aguzzini in Romania. La lucciola, grazie alla collaborazione con la polizia romena e l'Interpol è stata trovata e portata in una località protetta ed ha poi confermato con le sue dichiarazioni l'esistenza di un vero e proprio "racket" della prostituzione gestito da un'organizzazione in grado di reclutare le ragazze minorenni nel paese di origine, portarle in Italia, avviarle alla prostituzione e ricavarne i proventi.

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