Il Tirreno

Livorno

Insegnanti in rivolta, salta il primo giorno di scuola

Anna Cecchini
Insegnanti in rivolta, salta il primo giorno di scuola

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LIVORNO. La prima campanella, prevista per mercoledì 15 settembre, probabilmente suonerà il giorno dopo. Nel senso che all'interno delle scuole elementari della città l'avvio dell'anno scolastico 2010-2011 slitterà di un giorno. Lo slittamento, del quale molte direzioni scolastiche hanno già avvisato le famiglie, è legato alla protesta di insegnanti e collaboratori scolastici contro i tagli del governo alla scuola.

Per la mattina di mercoledì, infatti, la Flc Cgil organizza un'assemblea provinciale di docenti e personale Ata (custodi). L'incontro, previsto dalle 8.30 alle 12.30, si svolgerà nei locali della Cassa Edile, nel quartiere di Coteto. Il problema è che proprio quel giorno, nello stesso orario, dovrebbe partire l'anno scolastico, con tanto di inserimento dei bambini delle classi iniziali. L'adesione degli insegnanti alla protesta è a macchia di leopardo - elevata per quelli delle scuole superiori, probabilmente minori per gli insegnanti elementari.

Fatto sta che i dirigenti scolastici, chiamati a organizzare la macchina didattica, in molti casi saranno costretti a far saltare l'avvio delle lezioni, posticipandolo a giovedì 16 settembre. «Le adesioni degli insegnanti all'assemblea - spiega Camilla Pasqualini, dirigente del circolo didattico Carducci - vanno avanti fino a domani (oggi, per chi legge) alle 14. Dopo sapremo quanti docenti, il 15 settembre, non saranno a scuola». Il fatto è che il numero di adesioni, nei vari circoli didattici, si prospetta elevato: Così il Circolo Carducci metterà un annuncio sul sito internet, il dirigente del terzo circolo Collodi farà sistemare un cartello fuori dalla scuola, mentre le scuole Benci avvertiranno personalmente le famiglie che il servizio didattico, il 15 settembre, non sarà garantito.

Il che equivale a dire ai genitori: tenete a casa i vostri bambini. L'assemblea che farà slittare l'anno scolastico crea disagi, ma i dirigenti non se la sentono di condannare chi aderirà. Anche perché loro stessi subiscono l'effetto dei tagli del governo. Soprattutto sul personale Ata. A ogni scuola, per garantire pulizie e sorveglianza in modo regolare, mancano almeno due custodi. «Il che significa - dice Gianna Valente, dirigente del secondo circolo - che il personale Ata in servizio è costretto a fare orari strani, ed è grazie alla loro adattabilità se le scuole riusciranno ad aprire».

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