Il Tirreno

Livorno

Fine del Ramadan, i musulmani: "Serve una moschea anche a Livorno"

Pasquale Napolitano
Fine del Ramadan, i musulmani: "Serve una moschea anche a Livorno"

1 MINUTI DI LETTURA





"Guardate dove siamo costretti a pregare". Il presidente del coordinamento delle comunità straniere di Livorno, Diop Mbaye, arriva nell'ex officina di via Oberdan nel giorno conclusivo del Ramadan e mostra un locale di un centinaio di metri quadri. All'interno vi si trovano oltre trecento musulmani per pregare. Una stanza, due ventilatori, una sola uscita: la comunità musulmana pratica i propri riti in queste condizione già da tempo.

LE IMMAGINI


"Purtroppo - spiega l’Imam Abdelghani Bouchari - siamo obbligati anche ad eslcudere le donne perché lo spazio è estremamente ridotto. Per motivi igienici - aggiunge - dobbiamo far durare meno anche le preghiere".

I fedeli chiedono a gran voce una moschea a Livorno e lamentano il totale disinteresse delle istituzioni: "Ho invitato più volte i nostri politici - dice il presidente Diop - ma nessuno è mai venuto a constatare le nostre condizioni".

Dentro è tutto pieno. Alcuni fedeli si sistemano in strada su dei cartoni per partecipare alla preghiera: la salettina si riempe molto facilmente e i movimenti previsti dal rito diventano davvero difficili da eseguire. "Vogliamo migliorare le nostre condizioni - dichiara Bouchari - e siamo pronti a usare i soldi del nostro conto, circa 200 mila euro, per contribuire alla costruzione di una moschea". I livornesi cosa ne pensano?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web