Il Tirreno

Livorno

Montenero: la zona è stata alluvionata per la quinta volta in 18 mesi. Case danneggiate e muri sbriciolati

Villette travolte dal torrente di fango

Roberto Cestari
Sopra, un torrente sulle scale; a sinistra, il cortile allagato; a destra scantinato sott’acqua
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Sopra, un torrente sulle scale; a sinistra, il cortile allagato; a destra scantinato sott’acqua

Scoppia un tubo e via dei Gerani va sott'acqua: una donna finisce all'ospedale

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 LIVORNO. E' bastata la solita oretta di pioggia violenta e via dei Gerani, una strada residenziale a Montenero Basso, alle spalle della funicolare, è andata sott'acqua per la quinta volta dal febbraio dello scorso anno. Oltre ai danni ingentissimi, con case e scantinati invasi da un torrente di acqua e fango, muri, pavimenti e cancelli portati via dalla violenza delle acque, una donna, è finita all'ospedale: l'acqua si è riversata in casa sua e, mentre scappava al piano superiore, è scivolata ed è svenuta per qualche secondo. Non è difficle immaginare cosa le sarebbe successo se in quel momento fosse finita sott'acqua.  Ecco l'ennesimo episodio di una situazione idrogeologica, quella di Montenero, che sta diventando insostenibile: l'altro giorno i residenti di Montenero Alto avevano espresso i propri timori di crolli e allagamenti rispetto ai problemi nati dopo la costruzione dell'Aula Mariana, ieri invece è toccato alla zona sopra via delle Pianacce a finire sott'acqua.  La valanga d'acqua è fuoriuscita intorno alle 8 da un grosso tubo di cemento che convoglia verso il Botro ai Fichi le acque piovane che scendono da quel versante della collina, e che ha letteralmente investito due palazzine dove abitano sei famiglie. I pavimenti dei vialetti dei giardini sono saltati per aria e si sono formati dei veri e propri torrenti di acqua e fango che hanno scavalcato in un attimo le paratie antiallagamento che i residenti avevano piazzato alle loro porte, seppellendo sotto quasi un metro e mezzo di acqua sudicia cantine, cortili, giardini ma anche diverse stanze di abitazione.  «Mia madre Antonia, di 58 anni, era in camera sua al piano terreno - racconta Vania Carnesecchi nella casa allagata - quando si è trovata con l'acqua che saliva a avista d'occhio: ha fatto per scappare, è caduta ed è svenuta e la ho dovuta far portare in ambulanza all'ospedale. E io sono dovuta restare anche a far coraggio alle mie gemelline di 7 anni che si erano terribilmente spaventate». La casa della famiglia Carnesecchi, con quella della famiglia Ziniti, è quella che ha subito i danni maggiori: i giardini sono stati devastati, ma lo stesso è successo a garage, cantine e stanze al pian terreno: per l'ennesima volta dovranno essere cambiati i mobili e gettati via buona parte degli oggetti riposti in questi vani. da segnalare che prima di Natale ci fu un'altra alluvione, e quella volta finì sott'acqua anche una Jaguar comprata appena un mese prima.  Situazione appena meno grave nella palazzina contigua, dove abitano le famiglie Lulli, Luchini, Lavorenti e Bartolozzi. Anche qui giardini devastati e sepolti sotto il fango e stanze allagate, anche se in misura minore. Ma la paura è stata lo stesso grande: «Il Comune deve fare qualcosa - dicono in coro i residenti - non possiamo finire sott'accqua ogni volta che piove. E se poi qualcuno si facesse male per davvero?». E tutti hanno ripreso in mano pale e ramazze si sono rimessi a pulire il fango, mentre le idrovore dei vigili del fuoco svuotavano i tratti ancora allagati. In attesa della prossima pioggia.

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