Il Tirreno

Livorno

La denuncia della madre di un dodicenne lucchese tesserato per il circolo Fides: la donna accusa un tecnico milanese

Ragazzo picchiato al ritiro della scherma

Lara Loreti
Ragazzo picchiato al ritiro della scherma

«Un preparatore atletico lo ha malmenato perché non voleva fare un gioco violento»

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 LIVORNO. «Hanno aggredito mio figlio durante un ritiro sportivo di scherma a Lizzano. È tornato a casa con un braccio nero: è stato picchiato da un preparatore atletico». È la denuncia di una madre di Segromigno in Monte, Giuli Vellutini, il cui bimbo di 12 anni è iscritto al circolo scherma Fides di Livorno, in via Allende. «Voglio andare in fondo a questa storia, presenterò denuncia. Mio figlio era così sconvolto che non ha detto nulla a nessuno, anche perché aveva paura», dice la donna.  Il ragazzino dal 28 agosto fino a domenica scorsa ha partecipato al ritiro in un hotel di Lizzano in Belvedere, in provincia di Bologna. Una vacanza sportiva a cui hanno preso parte anche altri bambini provenienti da tutta Italia. C'erano inoltre diversi maestri e preparatori atletici sia del Fides (allenatori intervenuti «a titolo personale», come precisa il presidente del circolo livornese, Andrea Bichisecchi) sia di altre scuole. Tra loro c'era un preparatore di 25 anni, appartenente a un gruppo di Milano. Sarebbe stato lui a malmenare il bimbo, durante un gioco finito male. Ecco il racconto della madre del ragazzino che per tutelarsi si è rivolta all'avvocato Roberto Caneva di Verona, amico di famiglia.  «Domenica scorsa sono stata a Lizzano per riprendere mio figlio dal ritiro - racconta Giuli Vellutini - Da subito l'ho visto un po' strano. Poi a un tratto, gli ho fatto una carezza al braccio sinistro e mi sono accorta che nella parte alta, spalla compresa, era nero. Allora gli ho chiesto spiegazioni». La donna riferisce quindi come sarebbero andati in fatti, secondo quanto denunciato dallo stesso bambino: «Mio figlio dormiva in albergo in una stanza con altri due amichetti, anche loro iscritti al Fides. La sera dovevano ritirarsi alle 23.30 e tutti i giorni un preparatore si recava in stanza per la buona notte. Mio figlio mi ha raccontato che durante questi incontri il preparatore giocava con loro facendo a pugni in maniera soft. Un "gioco da maschi" che io non condivido e che, onestamente, non comprendo». L'aggressione si sarebbe consumata lunedì 30 agosto, verso le 23.30: «Quella sera, quando il preparatore si è recato in camera di mio figlio c'erano anche gli altri due ragazzini. Il bimbo non aveva voglia di partecipare a questo scherzo così pericoloso e quindi ha spinto il preparatore per allontanarlo da sé. Ma lui ha reagito con violenza e l'ha riempito di botte. Questo è quello che mio figlio ha subìto: un episodio che mi lascia senza parole. Un adulto non può comportarsi così verso un bambino». Lunedì la donna ha portato il figlio all'ospedale di Pescia: «I medici, a distanza di una settimana, hanno riscontrato una grave ecchimosi da esito traumatico e gli hanno dato altri sette giorni».  Si dicono estranei ai fatti i dirigenti del Fides: «Non abbiamo organizzato noi il ritiro e non sappiamo nulla dell'episodio», dice Bichisecchi. Al ritiro era presente anche un maestro della Fides, Jacopo Reali: «Il bimbo mi sembrava tranquillo, sono stato con lui fino a domenica e non ha mai parlato di aggressioni». Il fatto è tutto da chiarire, sviluppi forse ci saranno dopo la denuncia.

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