Il Tirreno

Livorno

Quartieri nord, una polveriera

Rinascita lenta, sicurezza a rischio: il Pd di Shangai chiede più polizia

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 LIVORNO. C'era da aspettarselo: la conferenza stampa convocata da Vladimiro Del Corona per dire che "Fiorentina aspetta ancora il suo piano di recupero" ha scatenato un piccolo terremoto in casa Pd. "Vladimiro - dice la segretaria del circolo di Corea, Arianna Terreni - ha sbagliato a correre da solo». Ma al di là delle interferenze politiche, nessuno nasconde le difficoltà legate alla "rinascita" dei quartieri nord. Troppo lenta rispetto alle aspettative della gente.  "La tematica dell'integrazione - interviene il segretario del circolo di Shangai, Matteo D'Alonzo - non è solo di Ovo Sodo: riguarda tutta la città, in particolare i quartieri più poveri. A Shangai la presenza delle case popolari ha consentito un monitoraggio maggiore rispetto ad aree centrali dove gli affitti sono bassi e magari incontrollati".  "Certo - riprende - spesso gli abitanti si lamentano dell'assegnazione degli alloggi a famiglie di origine straniera: ma vorrei ricordare che si tratta di cittadini italiani a tutti gli effetti". Il segretario fa notare come "ad accendere la polveriera delle incomprensioni siano più i malumori legati all'ordinaria convivenza, che reali episodi di criminalità". "Fenomeni di inciviltà e difficoltà economiche stanno facendo crescere la percezione dell'insicurezza. Ho scritto al prefetto per chiedere un incremento delle forze dell'ordine sul territorio, anche per incoraggiare una certa cultura della legalità: la lettera era accompagnata da 300 firme, ma per ora niente".  Certo, come si dice a Livorno, vivere in un quartiere bello, curato, in cui non si ha mai la sensazione di essere stati abbandonati aiuterebbe, eccome. Come si sta a Shangai? "Il piano di recupero - commenta D'Alonzo - esiste e sta andando avanti. Ne sono un esempio gli oltre cento alloggi consegnati in via Paretti e il nuovo polo scolastico di via Stenone. Il problema è che operazioni urbanistiche come queste vanno avanti lentamente. La dilatazione dei tempi fa degradare le strutture mentre vengono realizzate, così come il tessuto sociale: servono subito interventi culturali e materiali per tenere insieme la gente".  Guardando all'urbanistica, "mancano all'appello il nuovo asilo (che per ora è s! tato trasferito nell'ex Poerio ma dovrà essere spostato accanto alla scuola) e la demolizione del blocco delle Signorine, legata al trasferimento delle famiglie della Chiccaia. La Casa del Popolo, invece, lascerà la sede (dove saranno realizzati 40 alloggi a canone concordato) per trasferirsi vicino al parco". Ma quando? Il circolo non si pronuncia, mentre davanti all'ex Poerio sta nascendo un altro edificio fantasma. "Perché sistemarlo? - ripetono gli abitanti - Dovrà essere demolito. Prima o poi".  Sempre di demolizioni si parla in Corea. "Entro poche settimane - dice Terreni - partiranno i lavori per il nuovo polo commerciale di piazza Saragat. Sei mesi poi i negozianti di via Gobetti potranno spostarsi e tutto il blocco popolare davanti al Cen! tro Civico sarà demolito". Ma proprio il Centro (che per anni è rimasto vuoto) presenta nuovi punti interrogativi: "Il progetto iniziale prevedeva che a spostarcisi fosse solo la Circoscrizione e non il comando dei vigili. Quindi ora servono nuovi fondi per adeguare le strutture". In più, per evitare che i palazzi già svuotati e murati (ma ancora in piedi per le botteghe) vengano sfondati saranno demolite le scale interne. Altro degrado causato da anni di ritardi. "Sugli investimenti fatti in Corea - continua la segretaria - non si discute. Talvolta, però, è come se il Comune si fermasse davanti all'ultimo gradino: come per il parcheggio di piazza Saragat che è pronto solo a metà".  La priorità, però, va all'emergenza case. "I circoli - chiude - ci lavorano da mesi. Abbiamo elaborato un piano da portare in giunta. Ma se il partito, invece di pensare al congresso, ci fosse stato più vicino forse avremmo evitato tante spaccature e paure. Come quelle sollevate da Vladimiro Del Corona". Juna Goti COREA. Gli interventi per il recupero del quartiere procedono a rilento. I lavori in piazza Saragat si sono fermati a metà. Ma almeno qualcosa è stato fatto.

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