Gioco
Il pensionato che per hobbytoglie le scritte dai muri
Pasquale Napolitano
Mario ha iniziato coprendo le scritte lasciate sul muro della Deutsche Bank in via dei Fulgidi
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LIVORNO. Anni '70, campagne toscane, Mario Fiorini e un suo amico stanno facendo un giro in Lambretta. In mezzo a tanto verde i due vedono una grossa struttura, un enorme albergo. Lo scenario è deludente: il moderno edificio rovina l'intero paesaggio.
Il ricordo è ancora forte e da quel giorno Mario, oggi 73 anni, ama definirsi un ecologista. Spinto dalla passione per l'ambiente, unita ad un amore smisurato per la sua Livorno, inizia dunque a riverniciare i muri imbrattati da scritte e disegni.
Tutto nasce da un suo piccolo intervento: Mario non aveva gradito le scritte lasciate sul muro della Deutsche Bank in via dei Fulgidi e, dopo l'autorizzazione della banca, ha ripulito tutto. «Ho fatto - dice - tutto a spese mie. Dopo aver comprato un piccolo pennello e la vernice adatta, ho completato il lavoro in poco tempo».Il direttore della banca, soddisfatto, si è complimentato a lungo e ha accolto l'insolita richiesta di Mario: «Come ricompensa mi basterà ricevere un altro barattolino di vernice per futuri lavori».
I muri ripuliti sono poi diventati sempre più numerosi, soprattutto nel quartiere di Ovo Sodo. Qualcosa però è rimasto: Mario Fiorini non ha cancellato troppo perché ha avuto paura di qualche ripercussione non del tutto pacifica.Un giro in sua compagnia nel quartiere e viene fuori tutta la passione che il livornese sta riversando in questa originale ed utile attività. Tanti i muri rovinati, tante le tinte giuste da trovare; Mario fa ogni giorno il punto della situazione: «Mi sento come un fattore che controlla constantemente quello che ha fatto per la propria terra». Su alcune pennellate non ritorna mai, avendo paura di essere accusato di narcisismo.
Tutti quei segni dovrebbero appartenere alla cosiddetta street art: forme d'arte cittadine che si manifestano nei modi più diversi. E Mario preferisce distinguere: «In giro c'è qualcosa di bello. Ricordo ad esempio alcune scritte molto divertenti dell'artista Zeb. Credo che la street art vada valorizzata, limitando però i segni senza senso e bellezza».
La questione è complessa; chi rovina i nostri muri andrebbe ascoltato e Mario Fiorini spera di riuscere a dialogare con tutti quei ragazzi che credono, avendo più o meno ragione, di essere artisti: «Non sono moraleggiante o presuntuoso. Mi trovo bene con i ragazzi e vorrei incontrare gli autori dei disegni per uno scambio d'opinioni». Ovviamente sono appelli che fino ad oggi non hanno ricevuto risposta: quasi sempre i muri vengono imbrattati nell'anonimato e in segreto. «La mia idea - aggiunge Mario - è quella di esporre i lavori migliori in strada, su larghi pannelli. Se le creazioni sono davvero belle, perché nessuno dovrebbe conoscere i nomi degli autori?».
Mario ha già ricevuto apprezzamenti e aiuti; lavorando sempre con il suo solito pennellino, ha ritrovato inoltre un vecchio amico delle scuole medie pronto a collaborare. Con i due per adesso c'è solo una terza persona, ma la speranza è che l'idea di un solo livornese diventi un costruttivo hobby di tanti. L'attività, come testimonia il suo inventore, non porta via nemmeno tanto tempo: «Per ogni palazzo impiego al massimo quattro ore. Tutti i cittadini - continua Mario - dovrebbero armarsi di buona volontà e seguire l'esempio».
Accanito lettore, Fiorini ricorda a proposito del suo pasatempo anche la lunga staccionata che Tom Saywer, protagonista del libro di Mark Twain, si ritrova a dipingere e che, alla fine, con l'aiuto degli altri (ottenuto anche grazie alla sua furbizia), riesce a completare.
La passione per la propria città è davvero tanta: Mario conserva, tra originali e fotocopie, più di duemila foto d'epoca.«Non capisco - osserva - come si possa rovinare una città così affascinante. Vorrei che i ragazzi continuassero ad essere geniali ed eclettici, rispettando però il patrimonio che abbiamo». A volte usa le sue fotografie per organizzare mostre; la prossima esposizione sabato 25 e domenica 26 settembre presso la Sala Simonini.
Mario Fiorini vorrebbe contribuire a difendere la bellezza di Livorno: «Amo questa città e quando la vedo così mi sento male. Purtroppo - sottolinea Fiorini riferendosi al caso di via dei Mulini - il mio quartiere sta vivendo giornate non facili, ma tutte le questioni, dalla convivenza tra italiani e stranieri al degrado ambientale, si risolvono se si dialoga di più». Sono problemi che vanno risolti, altrimenti si rischia di «non poter nemmeno passeggiare col proprio cane».
Fiorini spera di coinvolgere maggiormente i più giovani «sempre più rapiti da lettori mp3 e cellulari». Per adesso continua il suo nobile passatempo, superando facilmente le poche critiche ricevute. Nessuno ha osato risporcare e, con estrema gentilezza, Mario ha affisso un piccolo fogliettino sul retro della palestra Gustavo Marzi: «Vi prego non scrivete sul muro. Per favore! Siate buoni».
Il ricordo è ancora forte e da quel giorno Mario, oggi 73 anni, ama definirsi un ecologista. Spinto dalla passione per l'ambiente, unita ad un amore smisurato per la sua Livorno, inizia dunque a riverniciare i muri imbrattati da scritte e disegni.
Tutto nasce da un suo piccolo intervento: Mario non aveva gradito le scritte lasciate sul muro della Deutsche Bank in via dei Fulgidi e, dopo l'autorizzazione della banca, ha ripulito tutto. «Ho fatto - dice - tutto a spese mie. Dopo aver comprato un piccolo pennello e la vernice adatta, ho completato il lavoro in poco tempo».Il direttore della banca, soddisfatto, si è complimentato a lungo e ha accolto l'insolita richiesta di Mario: «Come ricompensa mi basterà ricevere un altro barattolino di vernice per futuri lavori».
I muri ripuliti sono poi diventati sempre più numerosi, soprattutto nel quartiere di Ovo Sodo. Qualcosa però è rimasto: Mario Fiorini non ha cancellato troppo perché ha avuto paura di qualche ripercussione non del tutto pacifica.Un giro in sua compagnia nel quartiere e viene fuori tutta la passione che il livornese sta riversando in questa originale ed utile attività. Tanti i muri rovinati, tante le tinte giuste da trovare; Mario fa ogni giorno il punto della situazione: «Mi sento come un fattore che controlla constantemente quello che ha fatto per la propria terra». Su alcune pennellate non ritorna mai, avendo paura di essere accusato di narcisismo.
Tutti quei segni dovrebbero appartenere alla cosiddetta street art: forme d'arte cittadine che si manifestano nei modi più diversi. E Mario preferisce distinguere: «In giro c'è qualcosa di bello. Ricordo ad esempio alcune scritte molto divertenti dell'artista Zeb. Credo che la street art vada valorizzata, limitando però i segni senza senso e bellezza».
La questione è complessa; chi rovina i nostri muri andrebbe ascoltato e Mario Fiorini spera di riuscere a dialogare con tutti quei ragazzi che credono, avendo più o meno ragione, di essere artisti: «Non sono moraleggiante o presuntuoso. Mi trovo bene con i ragazzi e vorrei incontrare gli autori dei disegni per uno scambio d'opinioni». Ovviamente sono appelli che fino ad oggi non hanno ricevuto risposta: quasi sempre i muri vengono imbrattati nell'anonimato e in segreto. «La mia idea - aggiunge Mario - è quella di esporre i lavori migliori in strada, su larghi pannelli. Se le creazioni sono davvero belle, perché nessuno dovrebbe conoscere i nomi degli autori?».
Mario ha già ricevuto apprezzamenti e aiuti; lavorando sempre con il suo solito pennellino, ha ritrovato inoltre un vecchio amico delle scuole medie pronto a collaborare. Con i due per adesso c'è solo una terza persona, ma la speranza è che l'idea di un solo livornese diventi un costruttivo hobby di tanti. L'attività, come testimonia il suo inventore, non porta via nemmeno tanto tempo: «Per ogni palazzo impiego al massimo quattro ore. Tutti i cittadini - continua Mario - dovrebbero armarsi di buona volontà e seguire l'esempio».
Accanito lettore, Fiorini ricorda a proposito del suo pasatempo anche la lunga staccionata che Tom Saywer, protagonista del libro di Mark Twain, si ritrova a dipingere e che, alla fine, con l'aiuto degli altri (ottenuto anche grazie alla sua furbizia), riesce a completare.
La passione per la propria città è davvero tanta: Mario conserva, tra originali e fotocopie, più di duemila foto d'epoca.«Non capisco - osserva - come si possa rovinare una città così affascinante. Vorrei che i ragazzi continuassero ad essere geniali ed eclettici, rispettando però il patrimonio che abbiamo». A volte usa le sue fotografie per organizzare mostre; la prossima esposizione sabato 25 e domenica 26 settembre presso la Sala Simonini.
Mario Fiorini vorrebbe contribuire a difendere la bellezza di Livorno: «Amo questa città e quando la vedo così mi sento male. Purtroppo - sottolinea Fiorini riferendosi al caso di via dei Mulini - il mio quartiere sta vivendo giornate non facili, ma tutte le questioni, dalla convivenza tra italiani e stranieri al degrado ambientale, si risolvono se si dialoga di più». Sono problemi che vanno risolti, altrimenti si rischia di «non poter nemmeno passeggiare col proprio cane».
Fiorini spera di coinvolgere maggiormente i più giovani «sempre più rapiti da lettori mp3 e cellulari». Per adesso continua il suo nobile passatempo, superando facilmente le poche critiche ricevute. Nessuno ha osato risporcare e, con estrema gentilezza, Mario ha affisso un piccolo fogliettino sul retro della palestra Gustavo Marzi: «Vi prego non scrivete sul muro. Per favore! Siate buoni».
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