Il Tirreno

Livorno

Qui il gioco è una religione

Un tabaccaio mostra, accanto ai corni rossi, la scheda del “Win for life”
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Un tabaccaio mostra, accanto ai corni rossi, la scheda del “Win for life”

Siamo fra le 18 province dove si spende di più

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 LIVORNO. Soltanto 17 province - fra le oltre cento di tutta Italia - spendono più quattrini di noi nel cercare di tentare la fortuna con il gioco, le scommesse, i "grattini", il lotto e tutto il resto della galassia di espedienti: lo dice una équipe seriosa com'è il Censis. Ciascuno di noi livornesi, dai neonati agli ultracentenari, tira fuori in media ogni anno ben 1.037 euro. Per intenderci: una "tassa" sul destino che vale più del gettito Ici.  In testa alla classifica c'è Pavia con 1.364 euro, segue Pescara con 1.252, bronzo è Rimini con 1.240. E in Toscana ci guadagniamo un bel terzo posto che consolida la nostra fama di "cicale" impenitenti: più spendaccioni dei livornesi nel gioco-scommesse troviamo solo i massessi (all'ottavo posto con 1.141 euro all'anno) e i lucchesi (al quindicesimo con 1.072). Eppure i "cugini" pisani sono giù in 66ª posizione in questa hit parade dei "malati di scommessite", visto che sono disposti a spendere non più di 815 euro all'anno in questo campo.  E' quanto segnala il Censis nel dossier "Gioco ergo sum" che ha puntato i riflettori su questo pianeta sconosciuto eppure così presente nelle nostre esistenze quotidiane.  Ma non è soltanto una questione di propensione al consumo voluttuario: l'altra faccia della medaglia è la spinta ad affidare al biglietto della lotteria, al "Win for life" o al SuperEnalotto la possibilità di cambiare il corso della propria vita. Insomma, se l'"ascensore" della mobilità sociale è quasi bloccato e se le speranze (più o meno collettive) di promozione esistenziale sono quasi a zero, cosa ci resta se non un cero votivo o il Gratta e Vinci? Quanto più sono incrostati gli ingranaggi sociali tanto più vien voglia di mettersi nelle mani di Santa Schedina...  Tanto per avere un punto di riferimento: ad esempio, nel 2007 si è registrato un raddoppio netto a Livorno dei Gratta e Vinci rispetto all'anno pecedente. Da aggiungere che, sempre a giudizio del Censis, il boom livornese è soprattutto nei giochi in cui la fortuna si abbina all'abilità: siamo fra le prime quattro province italiane.  A maggior ragione dopo che l'industria della scommessa ha messo sul tavolo nuovi prodotti che sembrano costruiti su misura per chi o non ha un lavoro o l'ha talmente demotivante che non può far altro se non sognare la fuga. Ecco che i tabaccai segnalano l'exploit di "Win for life" o "Turista per sempre" non tanto fra i vecchietti quanto fra gli under 40: garantiscono il sogno di poter campare di rendita con un vitalizio che eviti di lavorare.

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