Gioco
Gratta e Vinci, lotterie, SuperEnalotto
La Dea Bendata ha bussato spesso anche qui fra noi
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Roberto Gori 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Figurarsi se all'autogrill lontano da casa ci lasciavamo sfuggire il biglietto della lotteria: colpa dell'idea che la Dea Bendata bussa solo altrove. Eppure Livorno di recente ha visto una sfilza di colpi di fortuna. Bisogna però ricordarsi di incassarli: non è accaduto a Rosignano per un premio da 50mila euro alla lotteria dell'Epifania 2005. Stagno superstar. Fra le 16 vincite più alte di sempre c'è pure quella da 37 milioni 987mila euro azzeccata nell'ottobre 2004 a Stagno, nella tabaccheria Dimanuele. Non è l'unico caso: nell'ottobre 2008 da Astro, viale Carducci, cenntrato un "5 più 1" Superstar: un milione di euro e passa. Carramba, che vincita. In città invece il bòtto l'ha fatto nel '99 la tabaccheria di Roberto Gori di via Oberdan: è stato venduto lì un biglietto da cinque miliardi della lotteria della Carrà. Il gioielliere Salvadori racconterà poi al Tirreno di aver acquistato i due biglietti a cavallo di quello vincente. Il tabaccaio dell'Origine ha nel curriculum della fortuna pure un Totogol da 997 milioni di vecchie lire nel '93 e, otto anni più tardi, un Totosei da un miliardo 182 milioni. La jella dopo la fortuna. Nel '94 un cameriere livornese acquista al Cavallino Matto un biglietto con vincita record alla lotteria del Giro d'Italia. Invece che l'inizio del bengodi, è il principio di un calvario: finirà perfino sotto processo perché lo accuseranno di usura, ne uscirà innocente dopo anni di guai. Il Gratta e Vinci dimenticato. Tabaccheria alle Fonti del Corallo (Ipercoop), primavera 2007: si presenta un tipo con un biglietto del Gratta e Vinci che si era dimenticato in tasca dopo averlo comprato la settimana prima. Chiede che cosa sono quei simboli: gli spiegano che valgono una vincita da mezzo milione di euro. La vincita nascosta. Alla tabaccheria Carrozzi in via de Lardarel nell'aprile dello scorso anno il "Megamiliardario" regala un milione di euro all'acquirente di una schedina da dieci euro. Ma la titolare se ne accorge solo dopo alcune settimane guardando un messaggio sul terminale. Il fortunato ringrazia. Silvia Giacomelli, titolare della ricevitoria di Nibbiaia, riceve una telefonata: «Era una persona che voleva ringraziarmi». Proprio nel giorno, nell'ottobre scorso, in cui è stato staccato un biglietto da venti euro dei grattini "Magico Natale" che vale 500mila euro.
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