Il Tirreno

Livorno

Domani l’azienda dovrebbe formalizzare gli ammortizzatori sociali per 37 dipendenti

Elia Trasporti, scoppia la protesta

Elia Trasporti, scoppia la protesta

Sciopero di tre giorni, ieri presidio davanti alla sede di via Firenze

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Tutto fermo fino alla mezzanotte di domani. All'interno dell'azienda Fratelli Elia Trasporti, che si occupa di movimentazione auto (stoccaggio e smistamento), l'attività è sospesa. I dipendenti della ditta Elia da ieri mattina sono in sciopero. Uno sciopero di 72 ore, che si concluderà appunto nella notte di domani, giorno in cui l'azienda dovrebbe formalizzare la cassa integrazione.  Una contestazione forte (nelle foto sopra alcune fasi), che ha portato anche al blocco dei camion in uscita e in entrata nel piazzale della società, situata in via Firenze. Già la scorsa settimana i dipendenti avevano organizzato una protesta davanti alla ditta, sottolineando come stessero già facendo turni di pausa forzati - a causa della diminuzione di attività - accompagnati dal timore, sempre più consistente, di essere mandati a casa. Ieri il bis. La mobilitazione è partita per contrastare la decisione della ditta di avviare la cassa integrazione ordinaria per 30 operai e sette impiegati che operano nella sede cittadina.  I dipendenti, che la mattina per manifestare il loro malcontento hanno organizzato anche un presidio in via Firenze, contestano anche il fatto che l'azienda non mostri particolare trasparenza riguardo al futuro dello stabilimento e quindi al destino dei lavoratori.  Compatti i sindacati - Cisl Fit, Cgil Filt e Uil trasporti - nel sottolineare come «la Fratelli Elia sia reticente rispetto alla legittima necessità dei lavoratori di conoscere il proprio futuro aziendale. La proprietà non ci ha dato risposte neanche sugli spostamenti di lavorazione alla Wintermar, società che opera nello stesso settore e al 50% della della Elia».  Appoggio ai dipendenti della ditta di via Firenze anche dalla Federazione della Sinistra, che ieri ha incontrato i lavoratori durante la manifestazione. Il segretario della Federazione livornese del Prc, Lorenzo Cosimi, presente all'incontro, chiarisce di condividere «la preoccupazione dei lavoratori che, da parte dell'azienda, si richieda la cassa-integrazione per trentasette dipendenti, in presenza, non di un calo effettivo del carico di lavoro, ma del suo spostamento verso la Wintermar di cui la Fratelli Elia è uno dei soci-proprietari».  Tra l'altro, secondo la Federazione della Sinistra, l'azienda non assicura, alla fine delle 13 settimane, nessun reintegro dei lavoratori, ma paventa la mobilità.  «Crediamo sia indispensabile - prosegue Cosimi - che, anche in questo caso, debba affermarsi il principio che i lavoratori debbano seguire il lavoro. Cosa che risulterebbe essere molto semplice, anche in considerazione del fatto che Wintermar non ha personale proprio, ma appalta il servizio ad altri soggetti».  Un futuro davvero incerto quello che sembra prospettarsi per 37 dipendenti della Frateli Elia. «Oltre a concordare con le valutazioni delle organizzazioni sindacali - conclude Cosimi - che hanno deciso di non firmare la richiesta di cassa integrazione, la Federazione della Sinistra ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori, manifestando il proprio impegno a far arrivare il problema sui tavoli istituzionali e operando per allargare il fronte delle forze politiche e sociali a sostegno delle richieste dei lavoratori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web