La protesta
Processi mediatici l'Asl si chiama fuori
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La direzione dell'Asl 6 repilca, (senza mai nominarlo) al segretario del Fials, Massimo Ferrucci, che aveva lanciato accuse sui "processi mediatici" contro i dipendenti Asl, tra i quali - accusava ancora Ferrucci - per questo motivo «serpeggia la paura». La direzione Asl sottolinea per prima cosa che «il clamore mediatico sollevato su questo, come su altri casi, non è frutto di una scelta, né tanto meno di una strategia dell'Azienda, ma di chi ritiene - accusa la direzione - che attraverso un uso distorto dei mezzi di comunicazione si possano avere garanzie supplementari» e questo ripetto a supposte prove che non hanno nessun valore. A questo punto però la direzione si dice sorpresa «che un sindacato che si dichiara ispirato alla tutela dei lavoratori si preoccupi del clamore più che del contenuto concreto delle notizie, che riguardano in taluni casi accuse puntuali ed ufficiali coraggiosamente mosse da interi gruppi di dipendenti - sottolinea la nota Asl - in altri accertamenti condotti da organi inquirenti che trovano riscontri in altrettanto coraggiose prese di posizione di singoli utenti». La direzione Asl aggiunge che talvolta c'è stato invece «il tentativo di tutelare singole posizioni di privilegio personale (e non la qualità delle attività a vantaggio dei cittadini)».
Preoccuparsi tanto delle individualità non giova né ai cittadini, né alla maggioranza dei lavoratori che in modo silenzioso lavora tutti i giorni nel rispetto delle regole e nella dedizione totale ai propri compiti. Giova infatti ricordare - prosegue la nota - che lavorare nel servizio pubblico vuol dire operare in nome e per conto di coloro che, attraverso le tasse, sono a un tempo utenti, ma anche datori di lavoro del servizio pubblico stesso. Infine «in vista della fase di rioganizzazione e riprogrammazione imminente», la direzione aziendale si dichiara disponibile a confrontarsi «attraverso gli strumenti ufficiali» con i sindacati e i dipendenti per definizione di progetti e strategie di lavoro. «Pronti a riconoscere il contributo di quanti costruttivamente lo vorranno dare - conclude la direzione Asl - senza piegarsi o lasciarsi frenare da quanti, allergici ai cambiamenti positivi, avessero soltanto nostalgia del tempo che fu».
Preoccuparsi tanto delle individualità non giova né ai cittadini, né alla maggioranza dei lavoratori che in modo silenzioso lavora tutti i giorni nel rispetto delle regole e nella dedizione totale ai propri compiti. Giova infatti ricordare - prosegue la nota - che lavorare nel servizio pubblico vuol dire operare in nome e per conto di coloro che, attraverso le tasse, sono a un tempo utenti, ma anche datori di lavoro del servizio pubblico stesso. Infine «in vista della fase di rioganizzazione e riprogrammazione imminente», la direzione aziendale si dichiara disponibile a confrontarsi «attraverso gli strumenti ufficiali» con i sindacati e i dipendenti per definizione di progetti e strategie di lavoro. «Pronti a riconoscere il contributo di quanti costruttivamente lo vorranno dare - conclude la direzione Asl - senza piegarsi o lasciarsi frenare da quanti, allergici ai cambiamenti positivi, avessero soltanto nostalgia del tempo che fu».
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