Gioco
La direzione Asl crede agli infermieri che accusano Cosci
◗
Il dottor Fabrizio Cosci 5 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Si arricchisce di un nuovo capitolo il contenzioso tra l'azienda sanitaria livornese e il dottor Fabrizio Cosci. Il medico com'è noto, è al centro di un procedimento disciplinare dopo che 14 infermieri lo hanno accusato di mobbing. Lui, a sua volta, ha avanzato nei confronti degli infermieri una richiesta di risarcimento danni da un milione di euro. E in più ha presentato un esposto in procura contro l'Asl e il suo direttore generale Monica Calamai. Ma proprio ieri, l'azienda sanitaria ha diffuso un consistente dossier che riepiloga, passo dopo passo, l'intera vicenda. E in cui l'Asl dice chiaramente di credere alla versione degli infermieri. La nomina. Il primo argomento affrontato nel documento riguarda la nomina di Fabrizio Cosci. E a proposito dell'incarico di responsabile dell'Adi e sulla possibilità di essere nominato direttore della Società della Salute la Asl 6 precisa che «è stato nominato il 15 ottobre 2009 responsabile della Zona-Distretto di Livorno. Ha firmato un contratto di lavoro nel quale si è impegnato allo svolgimento esclusivo di tale funzione (responsabile di Zona-Distretto) per un anno, ovvero fino al 15 ottobre 2010. Lo stesso contratto afferma espressamente che "le parti si danno reciprocamente atto che il consenso alla stipula del presente contratto è rilasciato anche ai fini di integrale novazione del precedente rapporto di lavoro intercorrente tra il dirigente e l'Azienda Usl 6 di Livorno per lo svolgimento dell'incarico di responsabile dell'Uf Cure Domiciliari della Zona di Livorno, nonché dei precedenti incarichi rivestiti». Società della salute. «La delibera di incarico - prosegue il documento - dispone espressamente che la nomina avviene esclusivamente nelle more della attivazione della Società della Salute e della nomina del relativo direttore. La legge regionale prevede infatti che, laddove siano costituite le Società della Salute, le funzioni di responsabile di zona siano svolte dal direttore di questa. Il dottor Cosci, quando ha firmato il contratto, ne ha preso visione e comprensione rispetto agli impegni presi. Non si comprende come possa ora imputare alla Direzione aziendale il fatto che, anziché svolgere l'incarico per il quale ha sottoscritto un contratto che lo chiamava a svolgere una delle più alte funzioni gestionali e direzionali dell'Azienda (il responsabile della zona è componente della direzione aziendale), ha continuato imperterrito ad effettuare giornalmente e prevalentemente semplici prestazioni domiciliari e l'ambulatorio cure difficili che non gli erano richieste e che non costituivano l'oggetto della prestazione per la quale era pagato (110.000 euro l'anno)». Oltretutto, sempre secondo quanto afferma l'Asl, «il dottor Cosci non ha mai neppure presentato domanda per partecipare all'avviso pubblico per la selezione del Direttore della Società della Salute». La contestazione (2 agosto 2010). La direzione dell'Asl spiega di aver ricevuto il 28.7.2010 una lettera sottoscritta da 13 infermieri che accusano il dottor Cosci di «atteggiamenti minacciosi e intimidatori; scarsa considerazione della professione infermieristica, con sistematico scavalco della coordinatrice infermieristica nelle decisioni anche di natura eminentemente professionale». Ma secondo l'Asl, «il dottor Cosci dimostra di non aver ancora compreso che è questo il centro della contestazione e la gravità di tali atteggiamenti, tenuti in veste di soggetto componente della direzione aziendale (il massimo livello di vertice) e in qualità di rappresentante e delegato del Direttore generale nella Zona di Livorno. La difesa accampata è stata dunque la reazione contro gli infermieri che hanno avuto il coraggio di segnalare questi comportamenti alla direzione e l'ulteriore minaccia tramite stampa di recapito di atti giudiziari di risarcimento danno». Gli infermieri. A questo punto, la direzione dell'Asl si schiera decisamente dalla parte degli infermieri. «L'Azienda - si legge - non crede davvero all'ipotesi che 14 persone, 14 lavoratori abbiano dichiarato tutti insieme il falso ed è pronta a difenderli di fronte al concretizzarsi di eventuali intimidazioni». L'incontro (luglio 2010). «Della denuncia di minacce poste in essere dal Cosci nel famoso incontro tenutosi davanti al Presidente del consiglio comunale - spiega la nota dell'Asl - non si è fatto altro che informare il medico per eventuali valutazioni da parte sua. Ciò è avvenuto senza minacciare alcuno». L'azienda aggiunge inoltre «che appare davvero poco credibile, per non dire fantasiosa, l'ipotesi secondo la quale il Cosci sarebbe stato appositamente convocato tramite la segreteria del direttore presso una terza persona (il presidente del consiglio comunale addirittura) proprio al fine di porre in essere una minaccia. L'audizione (25.8.2010). Secondo quanto ricostruisce l'Asl, «il Cosci ha affermato in sede di audizione che la lettera degli infermieri è una rivalsa perché lui aveva in precedenza scoperto comportamenti irregolari degli infermieri stessi al limite della responsabilità penale e contabile. Ha anticipato che avrebbe inviato una raccomandata alla direzione generale in cui avrebbe dettagliato i fatti scoperti e minacciato di denunciarli agli organi competenti. Ha però anche proposto all'intera Commissione disciplinare (altre 5 persone) di non procedere oltre con tale ultima intenzione se si fosse arrivati a un accordo transattivo con abbandono da parte dell'azienda della contestazione. Si è trattato di una proposta illecita nella misura in cui contemplava l'ipotesi di omissione di denuncia di eventuali fatti-reato». «Ho scoperto irregolarità». L'Asl prosegue nella sua ricostruzione dei fatti: «Il Cosci, per tirarsi fuori anche da questo ulteriore gravissimo comportamento, tenuto davanti a cinque pubblici ufficiali, afferma ora che il 28 agosto aveva ancora in corso i propri accertamenti "per evitare di accusare qualcuno che non aveva colpe". Nella raccomandata del 27 agosto (generica e senza alcun documento allegato) aveva invece affermato di aver scoperto le irregolarità già in precedenza, ma di averne potuto apprezzare la rilevanza penale e contabile solo dopo la valutazione fatta col proprio avvocato in vista dell'audizione. Una posizione davvero incredibile: come è infatti possibile che la lettera degli infermieri (che è precedente a tutto ciò) costituisca una rivalsa se neppure il Cosci aveva certezza di quel che doveva ancora denunciare? Gli uffici, che intanto hanno raccolto la documentazione utile per vagliare le accuse mosse dal Cosci, hanno verificato che tutti i pagamenti di indennità e di straordinari sono stati autorizzati a firma e sotto diretta assunzione di responsabilità del dottor Cosci». Commissione d'inchiesta. L'Asl conclude sostenendo che «se vi fossero davvero irregolarità (e dai primi accertamenti non emergono)» il Cosci le avrebbe conosciute da tempo senza segnalarle per tempo alla direzione facendo un'omissione di doveri d'ufficio. Se invece le ha conosciute dopo, crolla la sua accusa verso gli infermieri. Le ha comunque tirate fuori solo come argomento per difendersi rispetto ai comportamenti minacciosi e intimidatori tenuti e tentare di far ritirare la contestazione proponendo all'azienda un accordo illecito. Ne sarebbe comunque responsabile direttamente (ha firmato lui)». La Direzione, al riguardo, ha comunque istituito una specifica commissione d'inchiesta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
