Gioco
Il Nuovo Ulivo? Prima meglio discuterne
Luca Dal Canto
Burgio e Frosini alla festa della Federazione della sinistra
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LIVORNO. Quella che si respirava ieri nella pineta di via dell'Ardenza, nel quartiere La Rosa, sembrava già aria di campagna elettorale. La festa organizzata dalla Federazione della Sinistra ha visto infatti la presenza di Alberto Burgio (coordinamento nazionale Fds) e di Nino Frosini (coordinamento regionale). Tema dell'iniziativa è stato sostanzialmente "L'unità della sinistra per battere la svolta autoritaria". Secondo i due politici, le elezioni si avvicinano inesorabilmente e lo scontro Berlusconi Fini ha spiazzato tutti, disegnando un panorama che nessuno avrebbe mai immaginato. «Dobbiamo liberare il Paese da una destra autoritaria e devastante - spiega Burgio -. Senza Fini, la coppia Berlusconi Bossi avrà un effetto disastroso. Noi siamo assolutamente d'accordo con l'ipotesi dell'alleanza democratica proposta da Bersani; un movimento che rovescerebbe la linea veltroniana che ha portato al disastro elettorale del 2008. Siamo meno intenzionati, invece, ad abbracciare l'altra idea, quella del Nuovo Ulivo, senza prima discuterne in modo corretto». I due coordinatori della Federazione sono quindi concordi sul fatto di formare una specie di "comitato di liberazione nazionale" che si confronti con le altre forze e ponga in primo piano le questioni fondamentali del Paese. «Innanzitutto la scuola - interviene Frosini -, il lavoro e una politica economica seria che riduca il dualismo ricchi-poveri». Ma non solo. Burgio parla infatti di centralità del Parlamento, di democrazia, di una nuova legge elettorale e di una sul conflitto d'interesse «su cui la sinistra dovrebbe fare autocritica». «E ancora - continua - la scuola, l'università, l'ambiente e l'immenso problema della privatizzazione che ha rovinato l'economia italiana». Per concludere con la sicurezza, tema di cui la destra si fa portavoce indiscusso. « Il problema esiste - dice ancora Burgio -, ma viene strumentalizzato per creare ansie e paure che fanno sì che succedano fatti come quello accaduto proprio tre giorni fa a Livorno». «Dove tra l'altro - gli fa eco Frosini - non esiste assolutamente, per ovvi motivi storici, il germe del razzismo». «Gli stranieri -conclude Burgio - si dividono in comunità composte da persone per bene e persone che delinquono, proprio come "noi". Gli strumenti per porvi rimedio ci sono e sono gli stessi che devono valere per tutti. L'inciviltà, purtroppo, esiste in ogni popolo e la questione sicurezza andrebbe quindi impostata in maniera onesta».
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