Toscana
Anche il Pd nazionale si schiera con Piccini
Jimmy Morrone
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Matteo Mauri, responsabile nazionale Pd per infrastrutture e trasporti Mauri: per superare la crisi puntiamo a migliorare le strutture che già esistono
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LIVORNO. Nella battaglia a distanza per il comando della Port Authority fra Piccini e Nardi, interviene Matteo Mauri. Classe 1970, da giugno è il responsabile nazionale del Pd in tema di trasporti e infrastrutture. In città da una settimana per la festa del movimento alla Rotonda («Livorno, per tradizione e potenzialità era la prima scelta dei Democratici per riflettere sul valore delle infrastrutture»), la sua è una presa di posizione senza ombre che si affianca alle parole già espresse dal sindaco Cosimi e dal presidente della Provincia Kutufà. Mauri e l'autorità portuale: da che parte sta il Pd? «Noi siamo schierati compatti con Piccini, perché ha svolto un ottimo lavoro e il giudizio sull'operato non può che essere positivo. Il porto di Livorno è in Italia quello che ha risposto meglio alla crisi e Piccini ha dimostrato coraggio, investendo e differenziando il raggio d'azione, supportato dal tessuto della Compagnia. Ho apprezzato l'idea di uno scalo "multipurpose", per un porto all'avanguardia». La candidatura di Nardi, uscito quasi a sorpresa a rappresentare l'anti-Piccini, come la giudica? «Al di là del fatto che come presidente della Camera di Commercio siamo in presenza di un forte conflitto di interessi, non capisco il motivo di un'altra candidatura. Sono perplesso. In più non sappiamo ancora cosa a Nardi non sia piaciuto di Piccini: ce lo faccia sapere». Il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha chiesto la disponibilità di almeno due-tre nomi... «Vorrei poter riporre fiducia in Matteoli, anche se fu fra i protagonisti del commissariamento del porto livornese nel 2003. Un eventuale nuovo ricorso a questa formula sarebbe sinonimo di blocco, frenata, sconfitta. Altro che scorciatoia verso il rilancio». Avete una richiesta da formulargli? «Vorremmo che nella scelta si valuti il merito e la professionalità del lavoro svolto. Confidiamo nelle persone migliori, e Piccini inoltre è l'unica persona in grado di mandare avanti senza strappi il Piano regolatore. Nessun giudizio negativo su di lui mi è arrivato all'orecchio: mi auguro che il ministro non faccia danni e giochi politici nefasti a spese dell'economia livornese e dei cittadini. Perché più che in altre città di mare, Livorno funziona se il porto va e viceversa: la questione è così seria che nessuno si può permettere di scherzare». Al di là dei nomi, quello che serve per superare la crisi sono nuovi investimenti. «Certo. So che un pezzo di Darsena Europa è già stato completato, ma in generale l'allargamento di fondali e di strutture è fondamentale per una ripresa dei traffici. Io tuttavia sostengo anche un'altra cosa». E cioè... «Se le risorse sono scarse, se il governo taglia i fondi per i trasporti o investe su progetti megalomani di esclusivo prestigio personale come il ponte di Messina, allora iniziamo a far funzionare ciò che abbiamo già, rendiamolo più tecnologico ed efficiente. Solo così si acquista competitività». A cosa si riferisce in particolare? «In Italia il 90% del trasporto è su gomma, perché la rete e le tracce ferroviarie sono scadenti. Prendiamo lo snodo del Calambrone: con investimenti minimi e incentivi al trasporto su rotaie, è in grado di servire aree più vaste. Potremmo farlo funzionare meglio e guadagnarne in rapidità e competitività. Oppure l'Interporto: per un maggiore dinamismo non si può prescindere dai sistemi integrati, c'è da potenziarne i collegamenti. Ma con questo governo le grandi scelte si fanno attendere troppo e quando arrivano è già tardi. A livello regionale molte amministrazioni sono invece bloccate dal Patto di stabilità. Riconosco poi che anche il Pd ha registrato in ritardo le proposte, ma ora siamo qui per ascoltare. Puntiamo sulle idee vincenti, invece di perdersi in mille progetti poi abbandonati». Un bilancio della Festa Democratica? «I livornesi ci hanno accolto con calore, e dagli amministratori e dal segretario del partito Ruggeri in giù, tutti hanno dimostrato estrema professionalità. Si vede che qui avete persone che investono nella politica, animati da vera passione».
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