Toscana
Lintervista. Nardi al contrattacco
«Non ci sto a fare il finto candidato»
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LIVORNO. «Non ci sto a fare il vassallo: un nome messo lì solo per perdere e far passare la candidatura altrui come se stessimo recitando una commedia». Roberto Nardi, presidente della Camera di commercio, risponde così a chi si meraviglia del blitz della giunta camerale. Eppure c'è stata una spaccatura nella giunta della Camera di commercio... «In giunta non c'ero: appena è saltata fuori l'ipotesi di designare me, per correttezza sono uscito. L'ho fatto dicendo che sarebbe stato opportuno esprimersi sui candidati nome per nome e, almeno per quanto mi riguardava, a voto segreto. Qualora si fosse deciso di indicare più di un nome, mi sarei riservato se accettare o no. Fare il comprimario non mi piace, e il vassallo neanche». Ripeto: la spaccatura... «Balle, quando sono rientrato il clima era disteso. Certo, si è discusso in modo anche franco, con opinioni differenti. Ma chi non ha votato Nardi non ha votato contro di me: avrebbe solo preferito fare due nomi». Non ci giri intorno: adesso lei è l'emblema degli anti-Piccini. «Ognuno ha le sue visioni, c'è una maggiore possibilità di scelta. Un nome non cancella l'altro. Poi, non dimentichiamolo, la decisione è nelle mani del ministro e del presidente della Regione». Il dietrologismo congettura che i due litiganti livornesi (lei e Piccini) apriranno la strada a un terzo incomodo. «Nessuno è nella testa di chi decide. Anzi, ministro e governatore possono arrivare perfino a nomi fuori dalla rosa delle istituzioni locali. Tutto può accadere». Sembra di incamminarsi sulla replica del commissariamento del 2003... «Se c'era un nome solo era forse scongiurato il rischio di commissariamento? Non mi sembra. Ministro e governatore hanno entrambi diritto di veto su questo o quel nome: a patto che lo motivino». Il sindaco Cosimi ha reagito duramente alla sua designazione: le ha chiesto di autosospendersi. «Non sta scritto da nessuna parte. Figuriamoci che non risulta vi sia incompatibilità fra la carica di presidente della Camera di commercio e quella di presidente dell'Authority. Comunque, il compito della Camera di commercio è terminato qui».
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