Il Tirreno

Livorno

Controlli a tappeto sulla regolarità dei contratti d'affitto

Il prefetto Domenico Mannino ieri ha presieduto il vertice provinciale
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Il prefetto Domenico Mannino ieri ha presieduto il vertice provinciale

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LIVORNO. Telecamere per la videosorveglianza, più illuminazione e lotta al degrado. Controlli delle attività del quartiere e linea dura verso gli affitti irregolari. E poi intensificazione dei presidi da parte delle forze dell'ordine e più stretta sinergia con il Comune con un unico scopo: far rispettare le leggi e le regole di convivenza sociale.  Sono le misure di sicurezza che saranno adottate nella zona di piazza XX Settembre. Nel cuore del quartiere, in via dei Mulini, giovedì circa 300 persone hanno assediato il palazzo dove si erano rifugiati due romeni, che avevano aggredito padre e figlio livornesi. Una zona dove, come hanno sottolineato le istituzioni, la concentrazione degli stranieri è sempre più elevata.  Queste le decisioni prese ieri mattina dal Comitato provinciale per ordine e la sicurezza pubblica, che si è tenuto in prefettura. Una riunione, presieduta dal prefetto Domenico Mannino, a cui hanno preso parte il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, il sindaco Alerssandro Cosimi, i responsabili provinciali delle forze di polizia ed il comandante della polizia municipale. Nel corso del vertice è stato stigmatizzato sia l'episodio di aggressione da parte dei due romeni sia l'azione di protesta dei residenti. I rappresentanti delle istituzioni hanno sottolineato l'importanza, a tutti i livelli, del rispetto della legalità e delle regole di civile convivenza.  «Livorno non è una città razzista o intollerante», hanno detto nel corso del comitato.  Tuttavia, dalla riunione è venuto fuori anche un altro aspetto: nel quartiere il numero degli stranieri cresce sempre di più per via dei minori costi delle abitazioni. «senza creare particolari situazioni di squilibrio, tant'è che sono rari o assenti le denunce per schiamazzi, risse o comunque di fatti che creino problematiche alla civile convivenza». D'altro canto, però, prefetto e forze dell'ordine hanno messo in evidenza che i reati sono in calo e nel quartiere non c'è una vera emergenza.  La cosa fondamentale, hanno ribadito tutti, è «il rispetto della legalità a tutti i livelli, nell'intento di evitare che possa generarsi il convincimento che le azioni di forza possano costituire lo strumento per ottenere interventi da parte delle istituzioni».

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di Redazione web