IN CIFRE
Una comunità di 2.000 persone
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LIVORNO. «Questi episodi mi fanno ribadire la necessità che ai Comuni vengano dati gli strumenti, non solo economici ma anche normativi, per poter controllare che cosa accade nella propria comunità. Noi non abbiamo la possibilità di accedere al "cervellone" del Ministero dell'Interno, non abbiamo la possibilità di partecipare al percorso del rilascio dei permessi di soggiorno. Molto spesso siamo anche inermi di fronte ad una serie di norme che, giustamente, sono tutelanti, ma che davanti a comportamenti come quelli che hanno causato i fatti dell'altra sera determinano poi in un quartiere il disassamento della coesione sociale». Il sindaco Alessandro Cosimi solleva la questione della presenza degli immigrati in città. Secondo i censimenti fatti dall'ufficio Immigrazione della questura, sono circa duemila i romeni che vivono a Livorno e la maggior parte è concentrata nella circoscrizione 2, che comprende piazza XX Settembre e piazza della Repubblica. Più della metà sono donne, che per lo più lavorano come colf, domestiche e cameriere nei locali. Gli altri sono uomini, che trovano impiego soprattutto nell'edilizia e come autisti. Fino al 2007, prima dell'ingresso della Romania in Ue, erano appena 200 i rumeni in città e provincia. Ecco i numeri degli stranieri divisi per nazionalità a fine 2009: 1350 vengono dall'Africa; 1353 dall'America; 1075 dall'Asia; quasi 5mila dall'Europa. In tutto si parla di 9mila persone di cui oltre un terzo, 3400, è concentrato nella circoscrizione 2-centro. Tuttavia, non dimentichiamo che questi sono dati ufficiali, che riguardano cioè gli stranieri regolarmente registrati e dotati di passaporti. A loro si unisce il popolo dei clandestini. È difficile stimare quanti siano gli immigrati non regolari, ma si conta che ammontino ad alcune migliaia. L.L.
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