Sicurezza
Telecamere e più agenti la sera in centro
Lara Loreti
Stamani vertice in prefettura: passerà la linea dura. Intanto i due romeni restano in carcere
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LIVORNO. Pattuglie fisse, telecamere, più controlli da parte di poliziotti e carabinieri di quartiere. Interventi sul decoro urbano e monitoraggio degli affitti. Sono alcune delle misure di sicurezza che saranno adottate per piazza Venti e dintorni. Se ne discuterà stamani in prefettura, nel corso della riunione del comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico convocata alle 9 dal prefetto Domenico Mannino per adottare i provvedimenti conseguenti agli episodi verificatisi mercoledì in via del Mulino. Vi prenderanno parte il sindaco Alessandro Cosimi, il questore Bruno D'Agostino e tutti i rappresentanti delle varie forze dell'ordine. Ma già ieri c'è stato un primo scambio di idee tra prefetto, questore e sindaco dove si è registrata una grande sintonia: da parte di tutti è stata espressa la volontà di assicurare più sicurezza nella zona, cercando di rispondere alle problematiche sollevate dai cittadini. La zona sarà dunque pattugliata tutte le sere, coinvolgendo le varie forze dell'ordine: a turno verrà controllata da polizia, carabinieri, guardia di finanzia e polizia municipale. Insomma, una sorta di presidio nel quartiere. In più, durante il giorno, sarà rafforzata la presenza del poliziotto di quartiere. Molto probabile anche l'installazione di telecamere nei punti strategici del quartiere. «In questo monento il problema dell'azione repressiva mi pare quello principale», ha detto Cosimi. L'amministrazione, inoltre, si impegnerà a migliorare l'arredo urbano, con la speranza che venga rispettato e che i cittadini lo utilizzino per incontrarsi e far rivivere lo spirito popolare della zona. Insomma, di fronte alla percezione di insicurezza lamentata dai residenti del quartiere, l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine sono intenzionate a dare una risposta. Intanto i due romeni, padre e figlio, arrestati mercoledì sera dai carabinieri, restano in carcere. L'accusa nei loro confronti è lesioni gravi aggravate dall'uso di bastoni. I militari dell'Arma hanno trovato e sequestrato delle aste, simili ai sostegni degli ombrelloni. Il padre, Alexandre Baceaunu, 35 anni, si trova alle Sughere. L'uomo è già conosciuto alle forze dell'ordine: in base a quanto appreso, alcuni anni fa era stato coinvolto in episodi di sfruttamento della prostituzione e in un'aggressione a una ragazza. Il figlio, 17 anni, era stato invece già arrestato qualche mese fa per furto. Il ragazzo è stato portato dai carabinieri in un centro per minori di Firenze. Mercoledì sera i due hanno litigato con padre e figlio livornesi, Roberto e Daniele Pedini, 62 e 38 anni, dopo una serie di episodi che evidenziavano una difficoltà nei rapporti di vicinato. Scoppiata un'accesa discussione, i due romeni - in base alla ricostruzione degli investigatori - sono saliti in casa e, presi dei bastoni, hanno cominciato a picchiare il 38enne. Roberto Pedini a quel punto, richiamato dalle grida del figlio, è sceso in suo aiuto, ma è stato a sua volta picchiato. A quel punto la folla, che è cresciuta fino a contare quasi 300 persone, ha assediato i romeni, che si sono rifugiati in casa finché le forze dell'ordine l'hanno liberati e poi arrestati. I due romeni rischiano di essere espulsi pur essendo comunitari: il prefetto infatti, per motivi imperativi di pubblica sicurezza, può emettere un provvedimento di espulsione che poi passa al vaglio del giudice ordinario.
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