Il Tirreno

Livorno

Scontro nella Cciaa, la spunta Nardi

Mauro Zucchelli
Scontro nella Cciaa, la spunta Nardi

Blitz del presidente della Camera di commercio: ora è lui l'anti-Piccini

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 LIVORNO. La Camera di commercio l'ha fatto il nome da giocare sulla ruota dell'Autorità portuale. Uno solo: quello di Roberto Nardi, che della Camera di commercio è presidente. A sorpresa, perlomeno nel modo: è saltata la forma soft che alla vigilia aveva immaginato l'ac- coppiata Piccini-Nardi come allargamento della "rosa" di nomi così da avere minimo due candidature come aveva chiesto il ministro (e non dare pretesti per arrivare al commissariamento).  A quanto è stato possibile sapere, è stato proprio Nardi a togliere dal tavolo qualsiasi possibilità al riguardo: prima di ogni altra cosa, la giunta dell'ente camerale ha deciso che avrebbe indicato un solo candidato. Logico che questo finisse per trasformare la seduta in una battaglia campale fra i filo-Nardi e i filo-Piccini.  Niente più discussioni sul filo delle interpretazioni giuridico-politiche sull'opportunità di mettere sulla rampa di lancio una sola candidatura o di avere almeno due nomi in lizza, però cercando un accordo politico sull'asse Livorno-Firenze-Roma per comporre il puzzle di poteri e contropoteri: guardando all'esempio di Piombino. E' scontro e stop.  Il toto-candidati per la poltronissima dell'Authority imbocca dunque il rettilineo dello sprint finale: ma - almeno per certi aspetti - sembra un remake della telenovela andata in scena per la successione a Marcucci.  Gli ingredienti-base ci sono. L'uno: Comune e Provincia di Livorno si fanno cogliere nel sonno dall'iniziativa altrui. Allora il blitz del sindaco capraiese arrivò poche ore dopo che era stato pubblicato il decreto che includeva definitivamente l'isola nella giurisdizione dell'Authority, mentre Palazzo civico mandava a giro gli inviti per aprire il confronto con gli altri enti livornesi. L'altro: è di nuovo la Camera di commercio a strappare il fronte delle istituzioni locali mettendo in pista uno dei propri esponenti di vertice (nel round precedente fu Bruno Lenzi in qualità di numero uno della sezione marittima).  Segno che siamo sul binario che porterà a un bis di un commissariamento durato 40 mesi? Difficile dirlo ora: fatto sta che, in una recente intervista al Tirreno, pur chiedendo senza giri di parole almeno due nomi fra i quali scegliere, lo stesso ministro Matteoli era sembrato poco intenzionato a mettersi sulla scia di quello sconquasso nei rapporti istituzionali talmente grave da portare perfino a una sberla della Corte costituzionale al governo (e a un paradossale "commissariamento del commissariamento").  Non mancano spaccature che lasciano il segno: duro è stato lo scontro fra Gino Baldi, ex direttore provinciale Cna, e il suo delfino Roberto Nardi, prima giovane presidente degli artigiani e poi giovane presidente della Camera di commercio nell'incandescente dopo-Laviosa. Ma altri scontri interni potrebbero emergere nei prossimi giorni: risulta che ImpresaFutura, il cartello delle piccole imprese, avesse dato l'ok al ticket Nardi-Piccini in coppia e un orientamento simile fosse emerso in settori della Confindustria pure molto vicini al mondo delle banchine.  Chissà se il fronte del mugugno verrà allo scoperto in un microcosmo, peraltro abituato a non lavare in piazza i panni sporchi. Eppure non sarebbe la prima volta che si consumano clamorose rotture: basti pensare alla plateale contestazione con cui nel novembre 2004, per contestare l'indicazione di Baldi e Chiesa, la Confindustria prima si autoattribuì provocatoriamente il potere di inviare al ministro le proprie designazioni e poi si ritirò sull'Aventino nel "parlamentino" dell'ente camerale.  Non bisogna dimenticare però che il ministro Matteoli deve avere l'ok del governatore Rossi sul nome prescelto. In casa Pd stra-giurano che quel sì a Nardi la Regione non lo pronuncerà mai. Possibile che Nardi vada alla guerra contro le altre istituzioni per puro onor di firma? La risultante del campo di forze può essere una: il duello Piccini-Nardi si incarta talmente su sé stesso da farli fuori entrambi, e dunque strizzare l'occhio a chi prima di tutto vuole togliere Piccini dal toto-candidati. In favore di chi? Di un terzo incomodo. Riecco che salta fuori il nome di Riccardo Conti, fiorentino, ex assessore ai trasporti: la sponda del Pd dalemiano che dialoga con Matteoli.  E' il nome che quadrerà il cerchio? Nessuno può escluderlo tranne il fatto che potrebbe suonare come una sorta di commissario mandato in tandem da Firenze e Roma a far rigar dritto i litigiosi livornesi. Eppure il gossip politico interno al centrosinistra dice che «Conti non intende prestarsi a questo gioco».  E allora? Allora c'è da aspettarsi una stagione di cannonate mentre il porto aspetta ancora investimenti, scelte, Prg, teu e tutto il resto.

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