Gioco
«Sono mesi che subiamo i loro soprusi»
Pasquale Napolitano
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A sinistra, Roberto Pedini, con la mano ingessata; a destra il figlio Daniele con la spalla rotta 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Siamo stati picchiati con bastoni alti e spessi, solo perché mio figlio stava spiegando che una lavatrice non va abbandonata in un cassonetto». Il racconto di Roberto Pedini, al ritorno dall'ospedale, è drammatico: «Ero al primo piano quando ho visto i due romeni pestare mio figlio. Sono sceso con una scopa, di quelle leggere in alluminio, per allontanare i due aggressori, che sono però tornati prendendoci a bastonate in strada per alcuni minuti». Il referto medico non è dei migliori per il pensionato sessantaduenne: lesioni gravi alla mano destra, guariranno in 35 giorni. Anche il figlio Daniele ha riportato una frattura alla scapola. «A te ti riprendo» avrebbe chiaramente minacciato uno dei due romeni. Daniele Pedini è impaurito: «Bisogna svegliarsi: non possiamo più camminare sicuri e tranquilli per le nostre strade. Non sono razzista, ma chi non è italiano dovrebbe rispettare la nostra città». Fazzoletto alla mano, cerotto sull'occhio, diversi tagli su collo e orecchie; Daniele è tornato ieri dall'ospedale rabbioso e sconvolto. Già da tempo il quartiere lamentava comportamenti fastidiosi dei romeni: musica spesso ad alto volume, mozziconi di sigarette lanciati in strada dalla finestra. Anche la mamma di Daniele ha avuto un problema in precedenza con uno dei due romeni, che aveva parcheggiato l'auto bloccando l'accesso di casa. «Sono arrivati - ha detto Daniele - da due mesi e questo è il loro biglietto da visita: arroganza e menefreghismo. La loro Mercedes è quasi sempre parcheggiata nel posto riservato ai disabili». Il figlio di Roberto ha parlato a lungo con il sindaco per chiedere aiuto, sottolineando la prepotenza dei due aggressori. L'intera famiglia è preoccupata e ha vissuto ieri ore davvero da dimenticare. «Volevo - ha aggiunto Roberto Pedini - solo stare tranquillo, non finire all'ospedale avendo paura di tornare a casa». Padre e figlio hanno avuto un inaspettato sostegno da numerose persone. Lo stesso Daniele parlando con il sindaco ha detto di non conoscere la maggior parte delle persone presenti ieri in strada, ma di aver apprezzato la loro presenza. In serata il clima è diventato più sereno, ma la preoccupazione resta alta e sia la famiglia Pedini che i cittadini aspettano risposte forti a episodi del genere.
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