Gioco
Pestano i vicini, la folla li assedia sotto casa
Roberto Cestari
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A sinistra, viene portato via il più giovane degli arrestati; sotto, fasi concitate durante lassedio Due romeni rischiano il linciaggio dopo aver bastonato padre e figlio livornesi per un banale litigio
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LIVORNO. C'è voluto l'intervento del sindaco Cosimi per rompere l'assedio della folla intenzionata a farsi giustizia da sé dopo un pestaggio in via dei Mulini. Due romeni, padre e figlio, sono stati bloccati in casa per più di 5 ore dopo che avevano preso a bastonate e mandato all'ospedale due italiani, vicini di casa, anche loro padre e figlio. Il diverbio sarebbe nato dal rimprovero del più giovane dei livornesi ai due romeni che avrebbero abbandonato una vecchia lavatrice accanto al cassonetto. La violenta reazione dei due stranieri ha scatenato i parenti dei due livornesi e i residenti del quartiere, che si sono radunati sotto la casa dei romeni per vendicarsi, trattenuti a stento da un cordone di carabinieri, polizia e vigili urbani. Alla fine i romeni sono stati portati via dai carabinieri ed arrestati per le lesioni causate ai due italiani. Ecco la cronaca di un pomeriggio e di una serata al calor bianco andati scena a poca distanza da piazza XX Settembre, nel cuore della Livorno più popolare. Un quartiere dove la rabbia, per quello che è stato considerato un sopruso ai danni dei livornesi, è scoppiata in maniera eclatante. Ad innescare la scintilla che ha dato fuoco alle polveri, intorno alle 17,30, la lite tra Daniele Pedini, 38 anni, conosciuto e apprezzato nel quartiere, e i suoi dirimpettai romeni che abitano al primo piano del civico 4. Pedini avrebbe rimproverato i due per aver abbandonato il rifiuto ingombrante per strada, e ne sarebbe nata una violenta discussione, poi passata a vie di fatto. In aiuto del Pedini è sceso allora in strada il padre Roberto, pensionato delle poste di 62 anni. I romeni allora sono saliti in casa, ma sono subito scesi brandendo due grossi bastoni (qualcuno delle persone che ha assistito alla scena ha anche parlato di un coltello). E' così iniziata una gragnuola di colpi contro i Pedini, che si sono trovati subito a mal partito. Il pestaggio è finito solo quando sono intervenuti alcuni passanti e gli operai di un cantiere edile. I due, feriti e doloranti, sono stati portati in ospedale in ambulanza, mentre venivano chiamati i carabinieri. A Daniele Pedini è stata riscontrata la frattura della spalla destra, con 21 giorni di prognosi, mentre al padre una frattura scomposta della mano destra, con 35 giorni di prognosi. Ma intanto la situazione stava degenerando: subito si è radunata una folla di amici e parenti delle due persone finite all'ospedale. Dieci, venti persone, che in un attimo sono diventate prima cento, poi duecento e poi ancora di più. E' stato tentato l'assalto alla casa dei romeni, che nel frattempo si erano affacciati alla finestra, ricevendo una raffica di insulti e di promesse di regolare i conti. Per arginare l'esasperazione della folla sono dovuti intervenire, oltre ai carabinieri, poliziotti, vigili urbani e persino un agente della penitenziaria ed un finanziere che si trovavano in zona. I tentativi di portare via i due romeni hanno cozzato contro l'ostinata volontà della folla di non fargliela passare liscia, cui si aggiungeva il timore di ritorsioni verso le vittime del pestaggio. Così l'assedio è andato avanti ad oltranza, mentre i vigili urbani hanno anche dovuto bloccare la strada e deviare il traffico. Poco prima delle 22, la svolta: dopo che da più parti era stato chiesto un suo intervento sul posto, è arrivato in via dei Mulini il sindaco Alessandro Cosimi, che ha affrontato le durissime critiche dei residenti e alla fine è riuscito a sbloccare la situazione. Alle 22,40 le forze dell'ordine sono riuscite a far uscire i romeni, che sono stati caricati a bordo di un auto dei carabinieri mentre al loro indirizzo volavano insulti, monete, sassi. Così i due sono stati portati in caserma ed arrestati per lesioni gravissime.
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