Gioco
I banditi gli sparano a una gamba
Anna Cecchini
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Da sinistra, la scarpa di Sirio Savi, il casco forse abbandonato dai due banditi e la pozza di sangue dove è caduto limprenditore dopo aver tentato di inseguire i malviventi Il proprietario di Savi Shop rapinato e ferito davanti alla sua abitazione
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LIVORNO. Lo hanno aspettato sotto casa e gli hanno puntato contro una pistola. Gli hanno urlato di consegnare quella busta con i soldi, l'incasso della giornata di attività all'interno dei suoi magazzini. Ha fatto come dicevano, ma poi qualcosa è andato storto. Mentre scappavano gli hanno sparato, ferendolo in modo grave alla caviglia destra. Lui ha comunque provato a rincorrerli. Il proiettile che gli si è conficcato nel malleolo lo fa però stramazzare al suolo. E i rapinatori, a bordo dello scooter, spariscono nel nulla con la refurtiva. Alcune migliaia di euro il bottino della rapina messa a segno ieri sera intorno alle 20.40 in via San Martino, zona Ardenza terra. Sirio Savi, titolare del magazzino di prodotti per la casa Savi Shop e del discount alimentare Ekom food (ambedue a Stagno, in via La Malfa), e del punto vendita Savi al centro commerciale "Grotta delle Fate", come ogni sera rientra a casa dopo il lavoro. Alle 20 chiude il suo negozio, mette l'incasso - alcune migliaia di euro - in una busta e sale a bordo della sua jeep Cherokee. Si dirige a casa. Savi, 56 anni, abita con la moglie Graziella in via San Martino, al primo piano di una villetta. Per arrivare alla loro abitazione, dopo aver imboccato la via, si deve percorrere un vicolo stretto senza sfondo. Sono le 20.40 quando l'imprenditore imbocca quel budello di cinquanta metri dove non c'è illuminazione pubblica. Davanti casa lo aspettano due banditi a bordo di uno scooter, probabilmente un Honda Sh bianco. Sembra che uno - il palo - fosse all'imboccatura del vicolo e l'altro proprio di fronte al cancello della villetta di Savi. Uno dei due tira fuori una pistola e, mentre l'uomo è ancora a bordo della sua auto, la punta contro di lui. Dacci i soldi, grida il bandito. Savi obbedisce e i due, che hanno in testa il casco e il volto coperto con il passamontagna, prendono la borsa con l'incasso e scappano. L'imprenditore deve aver aperto lo sportello e forse deve aver provato ad inseguirli. La dinamica qui è ancora tutta da accertare. Quel che è certo è che i due rapinatori, a quel punto sparano. Un colpo raggiunge Sirio Savi alla caviglia destra. I due malviventi scappano e Savi, nonostante la profonda ferita, prova a seguirli, fino all'incrocio tra il vicoletto dove si trova la sua casa e via San Martino. Lì cade a terra, in una pozza di sangue, mentre i due rapinatori, che sembra parlassero italiano, si dileguano nel buio imboccando via dell'Ulivo. Sulla strada corrono subito la moglie e la mamma di Savi, che abita al piano terra della villetta. Immediati i soccorsi. La Misericordia porta l'imprenditore in ospedale, mentre sul posto arrivano la polizia, che si occupa delle indagini, oltre che la scientifica, per i rilievi, e anche i carabinieri.
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