La protesta
Muore a 42 anni stroncata in un mese da una malattia
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Fino a un mese fa Violeta Nicola, 42 anni, conduceva una vita serena, fatta di affetto per la famiglia e speranza per il futuro. Cinque anni fa si era trasferita col marito Dan a Livorno dalla Romania e si era ambientata bene in città. Dan aveva trovato lavoro come muratore e una delle figlie, Angela, 22, si era inserita nella gestione della paninoteca in piazza della Repubblica. Poi improvvisamente, il dramma.
Una grave malattia che s'è manifestata da un momento all'altro. Dan Nicola ricorda bene il giorno in cui sua moglie è stata ricoverata in ospedale. È lui stesso a ricordare quei terribili momenti: «Era il 20 luglio quando Violeta s'è sentita male. Aveva dolori fortissimi a un occhio, all'addome e ai reni. La portai d'urgenza in pronto soccorso e fu subito ricoverata. Ci dissero che la situazione era gravissima». Da allora Violeta non è più uscita dall'ospedale. «È peggiorata sempre di più fino a che stanotte (ieri ndr) all'una è morta - dice il marito Dan - nel reparto delle Cure palliative. Cinque anni fa eravamo venuti in Italia, a Livorno, sperando in un futuro migliore... Io ero partito prima, ma lei mi aveva raggiunto dopo pochi mesi». Violeta viveva insieme al marito in via del Testaio 15, zona San Marco. La sua era una vita tranquilla, fatta di dedizione alla casa e alle figlie: dalla più grande, Tina, 23 anni, alla più piccola, 12 anni, passando per Angela, 22. Tre ragazze meravigliose che l'adoravano. L'ultimo mese è stato durissimo per la rumena. Ma poco prima di scoprire la malattia, Violeta ha vissuto alcuni dei momenti più gioiosi della sua vita, è diventata nonna. «La nostra nipotina, figlia di Angela, ha addolcito la sofferenza di mia moglie: era innamorata di lei. Ora la piccola è la mia speranza, insieme a nostra figlia di 12 anni».
Il corpo di Violeta Nicola giovedì mattina tornerà nel suo paese, in Romania, a Lovrin (vicino Timisoara). Ora la salma, che sarà trasportata dal servizio funebre della Svs, è esposta alla camera mortuaria dell'ospedale. La notizia della morte della 42enne ha rattristato la comunità rumena, in particolare il gruppo dei parenti: 15 persone che in questi giorni si stringono intorno a Dan e alle figlie in questo momento di dolore.
Una grave malattia che s'è manifestata da un momento all'altro. Dan Nicola ricorda bene il giorno in cui sua moglie è stata ricoverata in ospedale. È lui stesso a ricordare quei terribili momenti: «Era il 20 luglio quando Violeta s'è sentita male. Aveva dolori fortissimi a un occhio, all'addome e ai reni. La portai d'urgenza in pronto soccorso e fu subito ricoverata. Ci dissero che la situazione era gravissima». Da allora Violeta non è più uscita dall'ospedale. «È peggiorata sempre di più fino a che stanotte (ieri ndr) all'una è morta - dice il marito Dan - nel reparto delle Cure palliative. Cinque anni fa eravamo venuti in Italia, a Livorno, sperando in un futuro migliore... Io ero partito prima, ma lei mi aveva raggiunto dopo pochi mesi». Violeta viveva insieme al marito in via del Testaio 15, zona San Marco. La sua era una vita tranquilla, fatta di dedizione alla casa e alle figlie: dalla più grande, Tina, 23 anni, alla più piccola, 12 anni, passando per Angela, 22. Tre ragazze meravigliose che l'adoravano. L'ultimo mese è stato durissimo per la rumena. Ma poco prima di scoprire la malattia, Violeta ha vissuto alcuni dei momenti più gioiosi della sua vita, è diventata nonna. «La nostra nipotina, figlia di Angela, ha addolcito la sofferenza di mia moglie: era innamorata di lei. Ora la piccola è la mia speranza, insieme a nostra figlia di 12 anni».
Il corpo di Violeta Nicola giovedì mattina tornerà nel suo paese, in Romania, a Lovrin (vicino Timisoara). Ora la salma, che sarà trasportata dal servizio funebre della Svs, è esposta alla camera mortuaria dell'ospedale. La notizia della morte della 42enne ha rattristato la comunità rumena, in particolare il gruppo dei parenti: 15 persone che in questi giorni si stringono intorno a Dan e alle figlie in questo momento di dolore.
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