Il Tirreno

Livorno

Finisce in tribunale lo scontro sul garante dei detenuti, il presidente dell’Arci promuove la causa

Solimano chiede 50mila euro a Romiti

lu.dem.
Andrea Romiti e, a destra, Marco Solimano col sindaco ai tempi in cui era consigliere comunale; sotto, Emiliano Baggiani
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Andrea Romiti e, a destra, Marco Solimano col sindaco ai tempi in cui era consigliere comunale; sotto, Emiliano Baggiani

Citato per danni l'esponente del Pdl. L'ex terrorista: «Mi ha diffamato, ora paghi»

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 LIVORNO. Finisce in tribunale il duello fra il presidente dell'Arci Marco Solimano e il consigliere comunale del Pdl Andrea Romiti sul garante dei detenuti. Solimano ha citato Romiti avviando un'azione civile e chiedendogli 50mila euro di danni.  Quello che è il maggior candidato al ruolo di garante ritiene di essere stato diffamato nel primo comunicato con cui Romiti criticava l'intenzione del sindaco di affidargli l'incarico: in quell'occasione, alla fine di maggio, il consigliere del Pdl affermò che «Marco Solimano è un ex terrorista di Prima linea, colpevole di reati gravissimi e perpetrati oltretutto contro l'ordine democratico italiano, compagno di persone che hanno ucciso Aldo Moro e Marco Biagi». Ed è proprio quest'ultimo passaggio che viene contestato alla radice da Solimano, nell'atto di citazione predisposto dal suo legale, l'avvocato Paolo Bassano. Nella richiesta di danni, infatti, viene ricostruito puntualmente il passato di Solimano: la sua appartenenza all'organizzazione eversiva Prima linea, le condanne riportate per associazione sovversiva e per formazione e partecipazione di banda armata, la successiva riabilitazione, sancita fra l'altro dalla riacquisizione dei diritti politici, a seguito della quale è stata possibile l'elezione in consiglio comunale per due mandati consecutivi.  La prima udienza di questa causa si svolgerà il prossimo 16 dicembre, davanti al giudice del tribunale civile. «I 50mila euro non sono il cuore della questione - dice Solimano - per me l'importante è vincere la causa, per riaffermare la dignità della mia persona. Non è ammissibile confondere l'ingiuria con la battaglia politica: mi si dà dell'assassino e poi si dice che è un'affermazione politica. E' questo il motivo che mi ha spinto a citare Romiti per danni». E i soldi che dovessero saltar fuori dal risarcimento, che fine farebbero? «Sono intenzionato a utilizzarli per progetti socialmente utili, a beneficio di soggetti svantaggiati - dice Solimano - borse lavoro per detenuti, ad esempio, oppure altre iniziative da valutare. Ma ripeto, il denaro e il suo impiego è davvero l'ultimo problema. L'importante è che il tribunale sancisca che io sono stato danneggiato da questo signore. Il confronto politico è tutta un'altra cosa».

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di Redazione web