Gioco
Quercianella: via da Livorno
A inizio estate sulla vetrina di uno dei tabaccai della zona è spuntato il cartello: «Si raccolgono firme per passare dal Comune di Livorno a quello di Rosignano».
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LIVORNO. A inizio estate sulla vetrina di uno dei tabaccai della zona è spuntato il cartello: «Si raccolgono firme per passare dal Comune di Livorno a quello di Rosignano». Poi tutta una serie di volantini appiccicati ai tronchi dei pini per ricordare che «in genere gli amministratori dei comuni e dei piccoli paesi si organizzano per promuovere mostre, sagre e mercatini allo scopo di incrementare il turismo: qui invece...».
Altro che battibecchi e provocazioni. Questa volta il popolo di Quercianella fa sul serio: «Perché se secessione deve essere, secessione sia». Più o meno: sarebbe la secessione dell’uscio accanto, visto secondo molti residenti ad abbracciare il fazzoletto di costa che accarezza il Sonnino dovrebbe essere, appunto, la vicina terra semi-labronica di Rosignano. L’idea, come raccontano gli stessi abitanti, «è nel buzzo della frazione da anni, ma ora si è concretizzata in una petizione». Non è un segreto che l’idea salti fuori a ondate tutte le volte che la tensione con Palazzo civico si fa più tangibile e il Romito diventa peggio del muro di Berlino. I motivi? Paolo Benedetti, quercianellese in movimento tra la Toscana e l’Inghilterra, li riassume in una frase: «Livorno è negata per il turismo, a Rosignano hanno fatto miracoli. E non sto parlando solo dell’area vip di Castiglioncello». Male lingua labronica vuole che Quercianella pensi alla fuga per motivi tutti politici.
Come se la frazione più a sud, così separata dal resto della città, possa essere il fortilizio della destra. Non ci sono mai stati compagni più giù del Boccale? Ma questa non è la roccaforte nera Balle, visto che nelle urne Rosignano non è poi tanto meno rossa di Livorno. E alla sezione 146, con le urne al Centro sociale culturale di via Nardini, all’ultimo voto regionale il fronte di centrosinistra ha superato di 40 voti lo schieramento Pdl-Lega mentre nella sfida elettorale delle comunali dello scorso anno il Pd era perfino il primo partito (ma sulla scheda per il sindaco il duello Taradash-Cosimi è finito 255-251).
Men che meno in passato: negli ultimi round elettorali con la falce & martello il Pci al seggio di Quercianella è sempre stato il numero uno (fra il 35 e il 40%). E’ pur vero però che il centrodestra ha provato a strizzar l’occhio ad alcune battaglie dei quercianellesi sulla sicurezza: per la strada (contro il traffico da incubo) e dentro le case (contro le raffiche di furti). «Non sono iscritto a nessun partito, corrente o associazione - puntualizza Benedetti - sono solo un residente che non è contento di come viene tenuto il suo paese, soprattutto dal punto di vista turistico. Un esempio? Non esiste la passeggiata a mare: i pedoni camminano tutto l’anno sulla strada, tra camion, auto, e degrado».
Come quella fermata Atm diventata quasi un fantasma tra i cespugli di Chioma o quei cartelli stradali segati dagli stessi quercianellesi nella guerra ai sensi unici e lasciati in terra a marcire. Traffico e parcheggi? Non importa andare a Forte dei Marmi per trovare parchimetri e corsie pedonali che funzionano: «Basta fermarsi a Rosignano Solvay e Cecina Mare. Altro che politica - chiude - qui arriveremo a fare il partito della separazione». Il Romito? E’ un ostacolo Alberto Gesi non c’entra niente né con il referendum né con la diatriba anti-labronica: viene da Treviso ed è quaggiù con moglie e figlioletta di sei anni per tre settimane dai parenti.
«A Livorno - commenta - sono andato una volta sola: tornerò perché ho letto sul “Tirreno” che inaugurano un nuovo grande acquario. Ma per fare un po’ di shopping o anche solo la spesa non ho dubbi: Castiglioncello o Rosignano». «Francamente, non è neanche una scelta meditata: semplicemente - avverte Paola Ranieri, anch’essa in villeggiatura - a meno che non si voglia andare a fare un bagno sulla scogliera del Romito, è davvero scomodo pensare di far l’andirivieni con Livorno ed è più agevole fare un salto a Rosignano, se proprio non bastano i negozi qui di Quercianella».
«Già, a Caletta, a Catiglioncello e a Rosignano - torna alla carica Renato Pasquini, una delle voci storiche del paese - l’incremento turistico è costante, mentre a Quercianella (salvo qualche eccezione) siamo nel buio più totale». Pasquini in questo angolo di costa non ha bisogno di presentazioni: nato e cresciuto tra il Sonnino e il porticciolo, nel 1950 ha aperto il primo mega-bar della scogliera con 400 posti a sedere.
Poi stabilimenti balneari e agenzie immobiliari. Oggi, a 81 anni, guarda al fazzoletto di costa che vorrebbe staccarsi dalla città e pensa a tutte le potenzialità che aspettano ancora di esplodere. Nonostante le somiglianze con gli scogli della vicina Castiglioncello.
Altro che battibecchi e provocazioni. Questa volta il popolo di Quercianella fa sul serio: «Perché se secessione deve essere, secessione sia». Più o meno: sarebbe la secessione dell’uscio accanto, visto secondo molti residenti ad abbracciare il fazzoletto di costa che accarezza il Sonnino dovrebbe essere, appunto, la vicina terra semi-labronica di Rosignano. L’idea, come raccontano gli stessi abitanti, «è nel buzzo della frazione da anni, ma ora si è concretizzata in una petizione». Non è un segreto che l’idea salti fuori a ondate tutte le volte che la tensione con Palazzo civico si fa più tangibile e il Romito diventa peggio del muro di Berlino. I motivi? Paolo Benedetti, quercianellese in movimento tra la Toscana e l’Inghilterra, li riassume in una frase: «Livorno è negata per il turismo, a Rosignano hanno fatto miracoli. E non sto parlando solo dell’area vip di Castiglioncello». Male lingua labronica vuole che Quercianella pensi alla fuga per motivi tutti politici.
Come se la frazione più a sud, così separata dal resto della città, possa essere il fortilizio della destra. Non ci sono mai stati compagni più giù del Boccale? Ma questa non è la roccaforte nera Balle, visto che nelle urne Rosignano non è poi tanto meno rossa di Livorno. E alla sezione 146, con le urne al Centro sociale culturale di via Nardini, all’ultimo voto regionale il fronte di centrosinistra ha superato di 40 voti lo schieramento Pdl-Lega mentre nella sfida elettorale delle comunali dello scorso anno il Pd era perfino il primo partito (ma sulla scheda per il sindaco il duello Taradash-Cosimi è finito 255-251).
Men che meno in passato: negli ultimi round elettorali con la falce & martello il Pci al seggio di Quercianella è sempre stato il numero uno (fra il 35 e il 40%). E’ pur vero però che il centrodestra ha provato a strizzar l’occhio ad alcune battaglie dei quercianellesi sulla sicurezza: per la strada (contro il traffico da incubo) e dentro le case (contro le raffiche di furti). «Non sono iscritto a nessun partito, corrente o associazione - puntualizza Benedetti - sono solo un residente che non è contento di come viene tenuto il suo paese, soprattutto dal punto di vista turistico. Un esempio? Non esiste la passeggiata a mare: i pedoni camminano tutto l’anno sulla strada, tra camion, auto, e degrado».
Come quella fermata Atm diventata quasi un fantasma tra i cespugli di Chioma o quei cartelli stradali segati dagli stessi quercianellesi nella guerra ai sensi unici e lasciati in terra a marcire. Traffico e parcheggi? Non importa andare a Forte dei Marmi per trovare parchimetri e corsie pedonali che funzionano: «Basta fermarsi a Rosignano Solvay e Cecina Mare. Altro che politica - chiude - qui arriveremo a fare il partito della separazione». Il Romito? E’ un ostacolo Alberto Gesi non c’entra niente né con il referendum né con la diatriba anti-labronica: viene da Treviso ed è quaggiù con moglie e figlioletta di sei anni per tre settimane dai parenti.
«A Livorno - commenta - sono andato una volta sola: tornerò perché ho letto sul “Tirreno” che inaugurano un nuovo grande acquario. Ma per fare un po’ di shopping o anche solo la spesa non ho dubbi: Castiglioncello o Rosignano». «Francamente, non è neanche una scelta meditata: semplicemente - avverte Paola Ranieri, anch’essa in villeggiatura - a meno che non si voglia andare a fare un bagno sulla scogliera del Romito, è davvero scomodo pensare di far l’andirivieni con Livorno ed è più agevole fare un salto a Rosignano, se proprio non bastano i negozi qui di Quercianella».
«Già, a Caletta, a Catiglioncello e a Rosignano - torna alla carica Renato Pasquini, una delle voci storiche del paese - l’incremento turistico è costante, mentre a Quercianella (salvo qualche eccezione) siamo nel buio più totale». Pasquini in questo angolo di costa non ha bisogno di presentazioni: nato e cresciuto tra il Sonnino e il porticciolo, nel 1950 ha aperto il primo mega-bar della scogliera con 400 posti a sedere.
Poi stabilimenti balneari e agenzie immobiliari. Oggi, a 81 anni, guarda al fazzoletto di costa che vorrebbe staccarsi dalla città e pensa a tutte le potenzialità che aspettano ancora di esplodere. Nonostante le somiglianze con gli scogli della vicina Castiglioncello.
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