Sicurezza
E ora Solimano aspetta la chiamata
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Marco Solimano Ma dopo le prime polemiche aveva meditato il ritiro
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LIVORNO. La serata più lunga da qualche tempo a questa parte l'ha passata lontano dalla ribalta, ben distante dall'aula del consiglio comunale nella quale si discuteva il regolamento del garante dei detenuti che lo riguarda da vicino. Marco Solimano, 58 anni da compiere nel prossimo ottobre, da undici anni presidente dell'Arci livornese, è stato tentato più volte dal ritirarsi dalla corsa - se di corsa si può parlare - per ricoprire il ruolo di garante. Non solo e non tanto per la guerra politica, e a tratti personale, che gli è stata mossa dal consigliere del Pdl Andrea Romiti a proposito del suo passato (datato anni '70) da extraparlamentare di sinistra, nell'organizzazione Prima linea, quanto per la gestione che la stessa maggioranza - Pd in testa - ha avuto della vicenda: prima il sindaco ha annunciato la sua intenzione di sceglierlo come garante, poi il fuoco di fila di votazioni nelle quali questa potenziale nomina è stata azzoppata. E' successo alla Circoscrizione 1 e alla 4, dove il regolamento non ha avuto parere positivo (nel primo caso è stato bocciato, nel secondo la votazione è finita in parità), poi nella commissione consiliare di venerdì scorso, dove addirittura una forza di maggioranza, l'Italia dei valori, ha votato alcuni emendamenti presentati da gruppi d'opposizione capovolgendo gli equilibri. Lui, che adesso aspetta una chiamata dal sindaco, ha fatto capire che non avrebbe mai accettato un dibattito politico in consiglio comunale sulla sua persona, convinto che sarebbe diventato l'occasione per tirar fuori argomenti pesanti e datati. La condizione che ha posto al sindaco è stata chiara: approvazione del regolamento entro la pausa estiva oppure avrebbe declinato l'invito. Ora manca solo la nomina.
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