Sicurezza
Dura poco la tregua nel centrosinistra e il capogruppo Idv diserta la riunione del chiarimento
La maggioranza torna sul ring
Juna Goti
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Sopra: Andrea Romano, capogruppo Idv. A destra: il consiglio comunale. Sotto: il sindaco Alessandro Cosimi Dipietristi e Pd di nuovo ai ferri corti sul garante dei detenuti
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LIVORNO. La pace in maggioranza è durata un giorno. O forse, come vociferano gli stessi protagonisti, non c'è mai stata. Almeno non a tutti i livelli. A testimoniarlo sono bastate le prime battute del consiglio comunale di ieri. Andato poi avanti fino a notte fonda. La patata bollente che aveva già spaccato il centrosinistra in commissione è prevista all'ultimo punto: è il regolamento per il garante dei detenuti. Il dibattito inizia a un'ora improbabile (ben oltre le 22), ma la tensione in Comune si taglia a fette già dalle 9. Tanto che alla richiesta (avanzata da Marco Cannito e poi condivisa dal Pdl) di variare il programma e discutere subito il regolamento il gruppo Pd dice no. Meglio andare al dopocena. E il motivo è evidente: per le 16 è prevista una riunione di maggioranza con sindaco, capigruppo (Pd, Idv, Sel) e rispettivi segretari di partito. Perché dopo l'ennesimo spettacolo della mattinata conviene proprio non rischiare. Il capogruppo dell'Idv, Andrea Romano, ha preso la parola per dire che «dopo l'aggressione arrogante e fuori luogo di alcuni consiglieri di maggioranza nel corso della passata seduta avevamo deciso di non partecipare. Poi ci sono arrivate le scuse del gruppo del Pd». Il riferimento è a un battibecco con Latorraca e Terreni. Anche Tamburini (Pdl) e il sindaco Cosimi non se le mandano a dire. «Ho chiesto quale fosse lo stato di salute della maggioranza - dice il primo - e mi avete risposto che Romano è stato "normalizzato". Non possiamo più assistere ai vostri teatrini: i problemi risolveteveli negli uffici». «Lei è un bugiardo», si infiamma Cosimi. E poi: «Devo ricordarle che il suo partito è stato commissariato?». Con queste premesse arriva l'attesa riunione di maggioranza. E l'ennesimo colpo di scena: Romano (dopo l'incontro) sparisce. Qualcuno si lascia andare alle battute: «Lo avete mandato in esilio in Corsica?». In realtà il capogruppo dell'Idv su un traghetto c'è salito davvero: quello per la Sardegna. Così per il Pd il dibattito sul garante dovrebbe andare in discesa. O quasi: il punto della discordia, al di là della candidatura di Marco Solimano (che secondo voci ricorrenti avrebbe deciso di farsi da parte) e della procedura di nomina (da attribuire al sindaco o al consiglio comunale), è l'eventuale retribuzione: Sel chiede a gran voce l'indennità (che dovrebbe aggirarsi sui 20-25 mila euro), Idv vuole fermarsi al compenso. Il dibattito decolla solo in nottata: alle 23 serve una nuova riunione per esaminare gli emendamenti.
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