Gioco
Alla Baracchina: "Voi pedonalizzate, noi rischiamo di perdere il lavoro"
Anna Cecchini
«Ma a noi chi ci pensa? Chiediamo solo un minimo di considerazione verso chi come noi lavora per portare onestamente lo stipendio a casa». Finisce così, con un appello, lo sfogo che i dipendenti della Baracchina bianca hanno affidato a quella che hanno intitolato "Lettera ai livornesi".
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LIVORNO. «Ma a noi chi ci pensa? Chiediamo solo un minimo di considerazione verso chi come noi lavora per portare onestamente lo stipendio a casa». Finisce così, con un appello, lo sfogo che i dipendenti della Baracchina bianca hanno affidato a quella che hanno intitolato "Lettera ai livornesi".
Una lettera che hanno preparato con il cuore in mano, impauriti che la pedonalizzazione di piazza San Jacopo per loro significhi perdere il lavoro. Sono 11 i firmatari della lettera. Hanno dai 21 ai 50 anni e si sentono presi di mira. «È una situazione - spiegano nella lettera - ormai insopportabile. Noi tutti del locale veniamo fatti passare per abusivi, disturbatori della quiete e insensibili alle necessità della comunità del quartiere San Jacopo». I dipendenti della Baracchina bianca non ci stanno. «Da sei mesi a questa parte - scrivono gli undici lavoratori del locale sul lungomare - siamo stati attaccati da più fronti, perché considerati un problema da eliminare». E ricordano la storia dell'aprile scorso, quando al locale sono stati messi i sigilli ai nuovi gazebo esterni.
Ma quello che più intimorisce i dipendenti è la pedonalizzazione della piazza. Intervento che il Comune annuncia da mesi e che dovrebbe concretizzarsi a partire da oggi. Una pedonalizzazione contro cui gli stessi titolari della Baracchina, nel maggio scorso, hanno organizzato una raccolta di firme su un lungo papiro.Ora a protestare, timorosi che la pedonalizzazione comporti una forte diminuzione di clienti e quindi un esubero di personale, sono i dipendenti del locale.
«Ci atterrisce l'accanimento di Comune - scrivono i firmatari -, Circoscrizione e della parrocchia verso il locale che da 40 anni è nella storia di Livorno, ma che improvvisamente è diventato un ostacolo». Quello che il personale della Baracchina bianca non riesce a capire, e per questo chiede spiegazioni, è «il tentativo di soffocare ogni tipo di attività di viale Italia, nel tratto fra la Bellana e Barriera Margherita perché da lì in poi è tutto concesso, senza tenere conto che in ogni bar e locale lavorano persone che, specie in un momento di crisi, hanno bisogno di portare uno stipendio a casa».
Una lettera che hanno preparato con il cuore in mano, impauriti che la pedonalizzazione di piazza San Jacopo per loro significhi perdere il lavoro. Sono 11 i firmatari della lettera. Hanno dai 21 ai 50 anni e si sentono presi di mira. «È una situazione - spiegano nella lettera - ormai insopportabile. Noi tutti del locale veniamo fatti passare per abusivi, disturbatori della quiete e insensibili alle necessità della comunità del quartiere San Jacopo». I dipendenti della Baracchina bianca non ci stanno. «Da sei mesi a questa parte - scrivono gli undici lavoratori del locale sul lungomare - siamo stati attaccati da più fronti, perché considerati un problema da eliminare». E ricordano la storia dell'aprile scorso, quando al locale sono stati messi i sigilli ai nuovi gazebo esterni.
Ma quello che più intimorisce i dipendenti è la pedonalizzazione della piazza. Intervento che il Comune annuncia da mesi e che dovrebbe concretizzarsi a partire da oggi. Una pedonalizzazione contro cui gli stessi titolari della Baracchina, nel maggio scorso, hanno organizzato una raccolta di firme su un lungo papiro.Ora a protestare, timorosi che la pedonalizzazione comporti una forte diminuzione di clienti e quindi un esubero di personale, sono i dipendenti del locale.
«Ci atterrisce l'accanimento di Comune - scrivono i firmatari -, Circoscrizione e della parrocchia verso il locale che da 40 anni è nella storia di Livorno, ma che improvvisamente è diventato un ostacolo». Quello che il personale della Baracchina bianca non riesce a capire, e per questo chiede spiegazioni, è «il tentativo di soffocare ogni tipo di attività di viale Italia, nel tratto fra la Bellana e Barriera Margherita perché da lì in poi è tutto concesso, senza tenere conto che in ogni bar e locale lavorano persone che, specie in un momento di crisi, hanno bisogno di portare uno stipendio a casa».
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