Il Tirreno

Livorno

EFFETTO VENEZIA

IMPARIAMO DALLA ROMAGNA

Sergio Landi
Sergio Landi
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Sergio Landi

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Effetto Venezia Effetto e Livorno: la nota dell'assessore alle culture del Comune su Effetto Venezia fa sperare che siamo sulla buona strada. Effetto Venezia da kermesse strapaesana a vetrina di Livorno sull'Europa e sul Mediterraneo.  L'esperienza mi dice che Livorno può attrarre purché abbia coraggio nel prendere strade nuove e consapevolezza di se.  Chi desidera meno musei e più relax o angoli nuovi da scoprire trova in Livorno aspetti sorprendenti.  Coraggio e strade nuove significa un progetto di accoglienza turistica e la voglia di portare Livorno ed Effetto Venezia sulla scena europea. La fiera londinese de "La Dolce Vita" è un luogo eccezionale per rivolgersi ad un mercato turistico nordeuropeo attento a cogliere nuovi stimoli.  Livorno, città delle nazioni, luogo rinomato per la balneoterapia nella Bella Epoque offre stimoli che sfuggono alla nostra abitudinarietà. TuscanyPass ce ne da un esempio.  Il sistema alberghiero e dei servizi, ma anche le tipicità locali, possono essere parte di un progetto di esportazione e attrazione.  C'è da domandarsi se la sonnacchiosa Camera di Commercio non possa essere soggetto attivo di un percorso che porta Livorno, non a passeggio sulla Grande Muraglia, ma più semplicemente nel cuore di paesi che conoscono il valore della Toscana essendo circa tre milioni i suoi abitanti che passano dall'Aeroporto di Pisa.  Spero che dalle intenzioni si possa passare alle scelte.  Quanto ad altri dettagli (i costi ed i ricavi) altrove li hanno già da tempo "ingenuamente" risolti (a Certaldo con Mercantia si paga un ingresso di 12euro) anche tramite i registri dei corrispettivi incassi senza scomodare la Finanza.  Si deve passare da una idea vecchia di gratuità ad una moderna di "valore che ha un prezzo" perciò citavo la postcomunista Romagna.  Quanto ai tagli della manovra vedo che la Regione Toscana ha scelto una strada di contenimento della spesa pubblica e di riduzione di sprechi. Con il disatro della finanza pubblica italiana non c'è altra via e infatti nessuna altra idea concreta mi sembra all'ordine del giorno.

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