Gioco
Contachilometri truccato: denunciata concessionaria
Lara Loreti
Una donna di 64 anni di Rosignano decide di comprare un’auto usata in una concessionaria della zona. Il 29 luglio 2004 la Citroen segna 64mila. Due settimane prima però la stessa vettura ne ha percorsi 137.200. Un miracolo? Una truffa... o una svista? Lo deciderà il giudice
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LIVORNO. Il miracolo del contachilometri. Una donna di 64 anni di Rosignano decide di comprare un'auto usata in una concessionaria della zona. Il 29 luglio del 2004 il contachilomentri della Citroen 5 segna quota 64mila. Due settimane prima però quella stessa vettura ne ha percorsi 137.200. Un miracolo? Una truffa... o una svista? Lo deciderà il giudice.
Già perché la donna, appena ha scoperto l'anomalia, si è rivolta a un avvocato livornese, Marco Caradonna, e qualche giorno fa ha presentato querela contro la concessionaria dove ha comperato la Citroen C5 e contro l'officina che ha effettuato i tagliandi. L'acquisto risale al 2004, ma il caos è scoppiato poche settimane fa, quando la donna s'è resa conto di esser stata ingannata. È il luglio 2004 quando la sessantaquattrenne si reca in concessionaria e tratta l'acquisto dell'auto usata direttamente con il titolare.
Quest'ultimo le assicura che la vettura, del 2001, è in ottime condizioni: lo dimostra il fatto che in tre anni ha percorso appena 64mila chilometri. «Per invogliarla all'acquisto, in sede di trattative il venditore aggiunse l'eliminazione di graffi e un tagliando da effettuarsi presso un'officina di fiducia, offrendosi anche di accompagnarla sul posto», dice il legale, dello studio Caradonna e Iellamo in via Ricasoli. Quell'officina, poi, è risultata la stessa che precedentemente aveva certificato che i chilometri percorsi appena due settimane prima dell'acquisto erano 137.200, quindi più del doppio di quelli dichiarati. Il 29 luglio del 2004 l'acquirente effettua il tagliando al costo di quasi tremila: «Un importo non indifferente, visto che l'auto, in teoria, era "perfetta", si lamenta lei. Fatto sta che alla fine la trattativa viene portata a termine.
Passano i mesi e gli anni. E quella Citroen non smette di creare problemi alla donna di Rosignano, che è costretta a ripararla più volte, anche per guasti meccanici. Tutto procede tra alti e bassi finché, all'inizio del mese scorso, la 64enne, trova casualmente il libretto di manutenzione dell'auto. Analizzando il contenuto, viene fuori che proprio quella Citroen C5, acquistata in ottime condizioni e con 64mila chilometri, in realtà prima dell'acquisto è stata sottoposta a vari tagliandi da cui emerge uno "stato di salute" diverso. Ad agosto 2001 il contachilometri segna quota 20mila; nell'aprile 2002 quasi 40mila; nell'ottobre 2002 poco più di 60mila. Ma lo stupore della donna esplode quando vede il quarto tagliando, quello effettuato il 15 luglio 2004 in cui l'officina certifica che la vettura ha percorso 137.200 chilometri. La donna a quel punto, insieme all'avvocato Caradonna, presenta in Procura una denuncia-querela contro quattro persone, responsabili e rappresentanti legali della concessionaria e dell'officina.
Già perché la donna, appena ha scoperto l'anomalia, si è rivolta a un avvocato livornese, Marco Caradonna, e qualche giorno fa ha presentato querela contro la concessionaria dove ha comperato la Citroen C5 e contro l'officina che ha effettuato i tagliandi. L'acquisto risale al 2004, ma il caos è scoppiato poche settimane fa, quando la donna s'è resa conto di esser stata ingannata. È il luglio 2004 quando la sessantaquattrenne si reca in concessionaria e tratta l'acquisto dell'auto usata direttamente con il titolare.
Quest'ultimo le assicura che la vettura, del 2001, è in ottime condizioni: lo dimostra il fatto che in tre anni ha percorso appena 64mila chilometri. «Per invogliarla all'acquisto, in sede di trattative il venditore aggiunse l'eliminazione di graffi e un tagliando da effettuarsi presso un'officina di fiducia, offrendosi anche di accompagnarla sul posto», dice il legale, dello studio Caradonna e Iellamo in via Ricasoli. Quell'officina, poi, è risultata la stessa che precedentemente aveva certificato che i chilometri percorsi appena due settimane prima dell'acquisto erano 137.200, quindi più del doppio di quelli dichiarati. Il 29 luglio del 2004 l'acquirente effettua il tagliando al costo di quasi tremila: «Un importo non indifferente, visto che l'auto, in teoria, era "perfetta", si lamenta lei. Fatto sta che alla fine la trattativa viene portata a termine.
Passano i mesi e gli anni. E quella Citroen non smette di creare problemi alla donna di Rosignano, che è costretta a ripararla più volte, anche per guasti meccanici. Tutto procede tra alti e bassi finché, all'inizio del mese scorso, la 64enne, trova casualmente il libretto di manutenzione dell'auto. Analizzando il contenuto, viene fuori che proprio quella Citroen C5, acquistata in ottime condizioni e con 64mila chilometri, in realtà prima dell'acquisto è stata sottoposta a vari tagliandi da cui emerge uno "stato di salute" diverso. Ad agosto 2001 il contachilometri segna quota 20mila; nell'aprile 2002 quasi 40mila; nell'ottobre 2002 poco più di 60mila. Ma lo stupore della donna esplode quando vede il quarto tagliando, quello effettuato il 15 luglio 2004 in cui l'officina certifica che la vettura ha percorso 137.200 chilometri. La donna a quel punto, insieme all'avvocato Caradonna, presenta in Procura una denuncia-querela contro quattro persone, responsabili e rappresentanti legali della concessionaria e dell'officina.
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