Il Tirreno

Livorno

Primi per precari, ultimi per imprese

Cristiano Meoni
Primi per precari, ultimi per imprese

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LIVORNO. Il plotone è attardato, arranca sui tornanti della crisi economica. Ma c'è un corridore solitario in fondo al gruppo, ha il fiatone e forse le ruote sgonfie. E' la maglia nera dell'economia toscana. E' Livorno, che presenta una densità di dati economici negativi che non ha eguali nella regione.

Prima per precariato del lavoro, ultima per imprenditorialità, al top per disoccupazione e cassa integrazione. Una situazione che si intuisce. Ma che ieri mattina alla Camera di Commercio si è toccata con mano. Si presentava l'indagine Excelsior sul mercato del lavoro, occasione colta per illustrare anche i dati del primo semestre dei Centri per l'Impiego. A fare gli onori di casa il presidente della Camera di Commercio, Roberto Nardi, relatori il responsabile dell'indagine Excelsior Menecatti e l'assessore provinciale al lavoro Anselmi. Precariato L'indagine Excelsior conferma la percezione di una realtà dove il lavoro precario e flessibile la fa ormai da padrone. Il 63,7% del personale assunto dalle imprese intervistate nel 2009 ha assunto con contratti flessibili, in particolare con il contratto a tempo determinato, con una punta del 72% nel commercio e nel turismo.

E' il dato più alto che Excelsior ha riscontrato in Toscana: seconda è Pisa con il 57,8% mentre la media regionale è al 52,4%. Dati che sono confermati da quelli ufficiali dei Centri Impiego: nei primi sei mesi del 2010 i contratti a tempo determinato sono il 66% del totale e quelli a tempo indeterminato solo il 10,8%, superati anche dai contratti di somministrazione lavoro (interinali) cresciuti all'11,6 per cento. Giovani e donne Ancora l'indagine Excelsior dice che le imprese livornesi sono le meno propense in Toscana ad assumere giovani e donne: i contratti a giovani sotto i 29 anni sono il 30,9% del totale (peggio solo Prato con il 20,3) mentre quelli di personale femminile solo il 18,3% (Firenze ultima al 17,5). Disoccupazione Negli ultimi due anni - e stavolta il dato viene dalla Provincia - la crisi ha distrutto 3700 posti di lavoro a Livorno e Collesalvetti. E sono posti «non più recuperabili» dice Anselmi «perchè se anche dovesse esserci una ripresina nel 2011 non produrrà occupazione». Gli iscritti alle liste di disoccupazione in tutta la provincia sono saliti a 36.950 con un incremento di 4mila unità rispetto al 2009.

Dati choc per la cassa integrazione: pressochè esaurita quella ordinaria, + 600% quella straordinaria, + 1762% quella in deroga. Imprenditorialità «In altre città - commenta il presidente della Camera di Commercio Nardi - chi perde un lavoro prova ad avviare un'attività in proprio: a Livorno non succede quasi mai». E a conferma che non siamo terreno fertile per le imprese, ecco la ciliegina sulla torta: per numero di imprese ogni 100 abitanti siamo finiti sotto quota 10, «superati anche da Massa Carrara che tradizionalmente è sempre stata l'ultima provincia per imprenditorialità. E i giovani livornesi, se vogliono avviare un'attività, spesso lo fanno a Pisa, a Navacchio, nel Nord». Maglia nera ampiamente meritata.

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