Gioco
LE REGISTRAZIONI
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Il lucchetto messo al cancello 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Tra il materiale all'esame degli inquirenti ci sono anche delle registrazioni, prodotte dalla parte lesa. Intercettazioni che gli investigatori hanno acquisito e che potrebbero rivelarsi utili ai fini dell'indagine. Sarà il giudice a deciderlo. In questo passo, a parlare è Riccardo Gargani. «Io ho già disposizioni di metterci il lucchetto, i lucchetti io te li metto. La riprendo io e me la gestisco da me. C'è da dare questi soldi al Vitarelli perché se no ci butta fuori. Le fatture non le ho mai fatte in vita mia, se non pagate andate via subito... poi, se si ragiona amichevolmente, ho già parlato col Vitarelli. Vuoi sapere cosa mi ha detto? Li mandi via! Se te mi offri 30mila euro, io parlo col Vitarelli e gli dico se gli sta bene; però, lo deve dire lui. (...) Non l'ho mai pagata l'IVA, mai! Il circolo è per non pagare le tasse, io insisto: se non fai il nero è un casino, se accetta di calarti a 30mila euro l'affitto, io provo se accetta 30mila euro, siete disposti a dargli 5mila euro di caparra? Non posso andare laggiù con le mani vuote». Gargani nel corso della conversazione farebbe riferimento al canone: «Io fatturavo mille fagiani, ma ne ho fatti 5mila, io pago 90mila euro più Iva al Vitarelli. L'Iva per noi e per lui è un costo. Mi faccio fare la fattura da altre ditte di 6mila euro più Iva, gli do 6mila euro e loro mi danno 7.200 in contanti. E il recupero va lì, perché l'IVA per noi è un costo. Si vuole due assegni da 10mila euro, se no si chiude. Te vai via, io i problemi ce l'ho col Vitarelli. Sugli assegni che gli ho firmato, c'è l'avallo di mio nipote. C'è un contratto in nero, tu non hai il contratto; non vorrai mica che il Vitarelli ti tenga qui».
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