Sicurezza
L'Idv sgambetta Solimano
Luciano De Majo
Garante dei detenuti: in commissione la maggioranza va sotto
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LIVORNO. Dopo il ko in due circoscrizioni, la maggioranza va sotto sul garante dei detenuti anche in commissione. Accolti cinque emendamenti di Cannito (Città diversa), grazie al voto favorevole dell'Italia dei valori. Insieme a Marco Cannito e dipietristi, hanno votato a favore degli emendamenti i gruppi del centrodestra e Gianfranco Lamberti (Confronto). Hanno una valenza politica duplice gli emendamenti che, di fatto, hanno trasformato il regolamento per l'istituzione del garante dei detenuti: da un lato, la volontà di attribuire il potere di nomina non più al sindaco ma al consiglio comunale; dall'altro, la battaglia sugli emolumenti (o sui rimborsi spese) da riconoscere aventualmente al garante, una volta nominato. L'esito delle votazioni in commissione ha scatenato una bufera politica nella maggioranza, con la segretaria dell'Idv Marta Gazzarri che ieri sera si affrettava ad assicurare che «non è una rottura politica con il Pd: siamo nati e cresciuti dentro il centrosinistra e questa è la nostra collocazione». A rapporto dal sindaco il capogruppo del Pd Gabriele Cantù, presente in commissione insieme all'assessore Paola Bernardo. Il centrodestra ha vinto la sua battaglia, almeno in commissione, senza neanche premere troppo sull'acceleratore. Il consigliere del Pdl Andrea Romiti, che da settimane sta portando avanti una battaglia frontale contro il candidato al ruolo di garante, il presidente dell'Arci Marco Solimano, una volta visto com'era andata agli emendamenti di Cannito ha deciso di ritirare i suoi, ritenendo evidentemente l'obiettivo già ampiamente raggiunto. La questione dovrebbe approdare in consiglio comunale nella seduta di lunedì. A meno che le fibrillazioni che sta vivendo la maggioranza non suggeriscano ai gruppi consiliari del centrosinistra una pausa di riflessione e un ulteriore stop di qualche settimana.
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