Il Tirreno

Livorno

Iniziativa di Uisp e Comune per far socializzare i ragazzi disabili

Sport, musica e giochi per abbattere le barriere

Ludovica Monarca
A sinistra in alto il gruppo dei ragazzi che partecipa al Campo estivo Uisp e sopra alcune iniziative legate al progetto
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A sinistra in alto il gruppo dei ragazzi che partecipa al Campo estivo Uisp e sopra alcune iniziative legate al progetto

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 LIVORNO. Il potere del confronto e della condivisione a ritmo di musica: ecco la chiave del successo del Campo Estivo Uisp dove, per la prima volta a Livorno, bambini normodotati e diversamente abili svolgono insieme attività sportive, didattiche e musicali. Una sorta di scuola estiva dove le famiglie possono trovare un supporto effettivo durante le vacanze, e i ragazzi, giocando e creando insieme, costruiscono amicizie capaci di abbattere tutti i pregiudizi e le paure che a volte nascono di fronte alla disabilità. Questo anche grazie al linguaggio universale della musica, il mezzo più semplice per abbattere ogni tipo di barriera. Del resto, davanti alle note siamo davvero tutti uguali.  «I soggetti deficitari hanno una particolare sensibilità per le melodie e così suonare o cantare diventa la scusa più semplice per socializzare», spiega Valerio Vergili, consigliere comunale, che con Arianna Paoletti, dirigente Uisp, è l'ideatore di questo progetto. L'iniziativa che ha sede nelle scuole Carducci è sponsorizzata dal Comune tramite l'Ufficio Handicap e Casi Sociali e vede la collaborazione di "The Cage" e del gruppo musicale "Indovena" il cui cantante, Lorenzo Cominelli, aiuta i bambini nella costruzione di strumenti musicali e nell'approccio alla melodia: una delle varie attività che vengono proposte durante la giornata.  Fino al 27 Agosto, infatti, dalle 8.00 alle 16.00, i bambini saranno seguiti da giovani operatori, tutti studenti universitari che seguono però corsi di formazione in modo da avere una adeguata preparazione, i quali organizzano giochi, attività sportive e didattiche. «Si divertono tutti tantissimo, alcuni a fine giornata non vogliono tornare a casa. Siamo molto felici di come in poco tempo hanno imparato ad interagire tra loro e a superare le loro iniziali diffidenze. Questo risultato aiuta anche le famiglie ad avere un approccio positivo nei confronti della disabilità che è fondamentale anche per i figli, i quali notoriamente vivono il proprio handicap anche a seconda di come viene percepito dai propri genitori», Vergili e Paoletti sono davvero entusiasti mentre affermano che i due principali obiettivi che si erano preposti, integrazione tra i ragazzi e sostegno alle famiglie, sono già stati pienamente raggiunti.  Il successo è tale da poter parlare di un progetto più ampio che, a partire da ottobre, dovrebbe coinvolgere più scuole: "Il rock come linguaggio e interazione". Ancora una volta, quindi, sarà la musica ad aprire le porte alla socializzazione.

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di Redazione web