Gioco
Pronto un milione di euro Il Comune espropria il parco di villa Perti
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Il cancello installato da poche settimane sul viale Mameli Dibattito con tanti dubbi in giunta, poi l'ok alla delibera E c'è chi spera di poter diminuire il costo dell'operazione
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LIVORNO. Proprio ora che sono spuntati il viale interno e il super cancello targati Landozzi, il Comune si è deciso a espropriare la fettina di parco di villa Perti. Detta così, la notizia sembra quasi un pettegolezzo nato sotto l'ombrellone di luglio. Invece a mettere nero su bianco una delle operazioni più discusse e tribolate degli ultimi anni, ha pensato un verbale datato 12 luglio. E' una delibera di giunta che approva una variazione al bilancio di previsione 2010 che consentirà la "copertura finanziaria all'esproprio di un terreno e ai lavori occorrenti per la realizzazione di un'area a verde attrezzata presso villa Perti". Ma come? Anche questo è scritto chiaro: eliminando dal piano delle opere pubbliche la realizzazione di un'area a servizi e verde in viale Boccaccio. Tradotto: il Comune non finanzierà il parco a due passi dalla Residenza sanitaria assistita, ma spenderà oltre un milione di euro (per l'esattezza un milione e 70mila) per espropriare e attrezzare l'area di villa Perti. Com'è noto, sui 5mila metri di parco che circondano la splendida villa seicentesca nascosta tra via Calzabigi e viale Mameli pende già un vincolo espropriativo (salatissimo, appunto) che il Comune, fino a oggi, non aveva mai fatto valere. Tanto che, nelle scorse settimane, scatenando le proteste dei residenti della zona che da sempre sognano di rendere pubblico quel fazzoletto di verde, la società privata proprietaria dell'immobile (ovvero la Palms Company del principato di Monaco che fa capo a una famiglia di imprenditori livornesi, i Landozzi) ha iniziato una serie di lavori che hanno portato alla realizzazione di una cancellata esterna e di un passo carrabile che si affaccia su viale Mameli. Così, oggi, gli ospiti della villa per raggiungere la sontuosa porta di ingresso non devono più passare dall'entrata "di servizio" di via Redi, ma possono attraversare tutto il conteso parco. La delibera salva-esproprio, almeno sulla carta, è passata con il sì unanime della giunta. Ma i dubbi sia di alcuni assessori che di molti esponenti del gruppo di maggioranza non sono certo un mistero. Perché, in tempi di magra, spendere un milione di euro per riportare nel patrimonio pubblico un giardino privato non è certo uno scherzo. Ma poi, è così sicuro che il palmeto del viale Mameli valga questa somma (977mila euro più 93mila di attrezzature)? A quanto pare gli uffici comunali, nel quantificare l'esproprio, hanno tenuto di conto del valore effettivo dell'area, ma non della spesa sostenuta dagli attuali proprietari. La spesa, insomma, potrebbe anche scendere. Ma di questo sarà chiamato a discutere il consiglio comunale che dovrà pronunciarsi sulla delibera entro sessanta giorni dall'approvazione (urgenza dettata dalla necessità di rinnovare il vincolo espropriativo). Intanto, considerando le premesse, tutte le parti, più che in un palmeto, rischiano di infilarsi in un ginepraio. Ma la decisione, adesso, almeno è chiara: esproprio.
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