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Livorno

Vigili del fuoco: a rischio la sicurezza

La protesta: siamo pochi e maltrattati, andiamo avanti solo grazie ai precari Viene meno l'addestramento e la qualità del soccorso è in pericolo

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 LIVORNO. Vigili del fuoco sul piede di guerra contro i tagli del Governo: ieri hanno incrociato le braccia per 4 ore. Personale scarso, mezzi vetusti, poche risorse per il gasolio, mancanza di fondi per l'addestramento delle specialità del corpo. E poi, il grande problema di mantenere due squadre pronte a partire - quindi dieci uomini - in un posto come Livorno dove il lavoro è tanto. «Se riusciamo a garantire due partenze - dicono i sindacati dei vigili del fuoco - è solo grazie a precari, volontari e al nostro spirito di sacrificio».  A Livorno mancano capireparto e capisquadra, oltre che vigili semplici. In ogni turno, ci sono 15 persone, ma spesso non è facile raggiungere il numero previsto. «È venuto a mancare il turn over - dicono le sigle sindacali unite, Cgil, Cisl, Uil, Conapo e Usb - tanti sono andati in pensione e non sono stati sostituiti. Basta poco per metterci in crisi, come è successo per la ricerca della turista a Bibbona. A Livorno tutto il giorno siamo rimasti con una partenza sola. Poi se qualcuno s'ammala è la fine».  «Così - denunciano i sindacati - svanisce l'attenzione alla tutela dei cittadini a fronte dei quotidiani disastri che accadono. I carichi di lavoro poi sono sempre maggiori. Ribadiamo che prestare il soccorso quando a noi viene meno l'addestramento è sempre più difficile - dice Alessandro Caluri, Cgil - Ci dicono che possiamo usare l'attrezzatura solo sotto la nostra responsabilità. Se invece avessimo la possibilità di usare in sicurezza le attrezzature Saf forse alcuni soccorsi, come quello recente all'operaio finito nella stiva o le persone cadute sul Romito, sarebbero più veloci». L.L.

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