Il Tirreno

Livorno

«Sparai e uccisi quel boxer, ma solo per difendermi»

lu.dem.

Cacciatore di Vicarello davanti al giudice: fui attaccato dall'animale, ebbi paura

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 LIVORNO. «Se sparai a quel cane uccidendolo fu solo per difendere la mia persona. Ebbi paura, perché il boxer prima mise sotto i miei due cani, poi si avventò contro di me». Così Juri Tirabasso, 34 anni, cacciatore di Vicarello, sotto processo per aver ucciso un cane, ha parlato ieri davanti al giudice Antonio Del Forno. Nell'episodio, che risale al 20 settembre del 2006 e che fu consumato lungo il torrente Tora, nei pressi di Collesalvetti, venne abbattuto quello che veniva chiamato "Junior", un boxer che faceva parte dell'allevamento di cani "Akrosja" di Collesalvetti, la cui titolare Maria Sandra Lubrano di Scampamorte è parte civile nel processo.  Prima dell'imputato, ha deposto nel processo anche il veterinario Roberto Biondi, che medicò i due setter inglesi di Tirabasso, portati da lui dopo il fatto. Il veterinario ha detto che i due animali del cacciatore presentavano alcune ferite leggere, superficiali, «simili a graffi», sotto il collo. Su domanda del difensore dell'imputato, che tendeva a dimostrare l'avvenuta aggressione nei confronti dei due setter, il veterinario ha aggiunto che potrebbero essere compatibili con morsi dati da un cane con un piccolo difetto alla dentatura che spesso si ritrova nei boxer.

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